Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è rimasto di fatto stabile a 73 punti base, confermando uno dei periodi di calma più lunghi sui mercati obbligazionari dall’inizio della guerra in Medio Oriente. Da quasi una settimana, rendimenti e differenziali dei titoli di Stato europei rimangono fermi, in attesa di sviluppi concreti.
Nemmeno le promesse di aumenti dei tassi di interesse a giugno da parte dei falchi della Bce o gli annunci di Iran e Usa su un avvicinamento a un accordo hanno smosso i mercati, che sembrano essersi abituati alla costante instabilità geopolitica ed economica che ha caratterizzato gli ultimi mesi.
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Spread stabile tra Italia e Germania
Anche nell’ultima apertura settimanale dei mercati finanziari lo spread tra Btp Italiani e Bund tedeschi è rimasto di fatto stabile. 73 punti base dividono i titoli di Stato di Roma da quelli di Berlino, con rendimenti praticamente immobili rispetto ai giorni scorsi. I Btp benchmark a 10 anni hanno una cedola media del 3,70%, mentre i Bund decennali del 2,97%.
Questa stabilità non è scontata. L’ultima settimana non è stata diversa da quelle precedenti per quanto riguarda i fattori che, negli ultimi mesi, hanno portato lo spread a picchi continui e altrettanto continui crolli. La guerra in Medio Oriente continua a essere in stallo, tra voci di accordo imminente e ripresa dei bombardamenti statunitensi sull’Iran.
Al contempo si è mosso qualcosa anche in fatto di politica monetaria, con alcuni degli esponenti più conservatori della Bce che si sono detti pronti a sostenere un aumento dei tassi di interesse già a giugno. Nonostante ciò, rendimenti e spread sono rimasti stabili, dimostrando una certa resistenza all’instabilità internazionale.
Stabilità anche nel resto d’Europa
Nemmeno Francia e Spagna hanno mostrato particolari movimenti, tornando ai rendimenti di inizio settimana dopo il leggero picco di ieri, sempre ascrivibile a una variazione congiunturale e non a una nuova tendenza al rialzo.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 2,97% | – |
| Btp italiani | 3,70% | 73 |
| Oat francesi | 3,59% | 62 |
| Bonos spagnoli | 3,39% | 42 |
I Bonos spagnoli hanno raggiunto rendimenti del 3,39%, con uno spread sui Bund tedeschi di 42 punti base. Al contempo gli Oat francesi si sono mantenuti di poco sotto la soglia del 3,60%, con uno spread di 62 punti.
Concluse le aste di maggio, il calendario delle prossime emissioni
Si sono concluse, nella giornata di ieri, le aste per i titoli di Stato di fine maggio. Gli ultimi dettagli dei risultati si sapranno nella giornata di oggi, quando verranno assegnate le porzioni di titoli dedicate agli specialisti. La raccolta sarà comunque superiore a 25 miliardi di euro, con rendimenti che variano, a seconda dei titoli, tra il 2,5% e il 3,7%.
Le prossime aste saranno a giugno. Le date da segnarsi sul calendario sono:
- 12 giugno, asta dei Bot;
- 13 giugno, asta medio-lungo termine;
- 26 giugno asta dei Bot;
- 27 giugno asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
- 28 giugno asta medio-lungo termine.
Oltre alle aste si terrà un’emissione straordinaria, dedicata agli investitori retail. Il Tesoro metterà infatti sul mercato i nuovi Btp Italia Sì.