L’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente ha destabilizzato i mercati dei titoli di Stato europei. Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è cresciuto di tre punti base in una giornata, arrivando a 85 punti, ma sono soprattutto i rendimenti a distinguersi. I Btp decennali, spinti dal prezzo del petrolio, sono arrivati al 4,27%.
Anche i Bot hanno risentito di questo andamento incerto dei mercati. Nell’asta di ieri i titoli senza cedola a scadenza di un anno hanno raggiunto un rendimento del 3%, tra i più alti nella storia recente. Oggi si concluderanno invece le aste per i titoli a medio e lungo termine.
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Spread e rendimenti tornano a crescere
Dopo quasi una settimana di stabilità, con lo spread a 82 punti base, il differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani e tedeschi è tornato a crescere. Tre punti in più, 85 punti base, e interessi medi del 4,27% sui Btp decennali, i benchmark per il calcolo di questa metrica.
Il Medio Oriente spaventa i mercati
La ragione di questi picchi sembra essere l’escalation in Medio Oriente. Stati Uniti e Iran si stanno attaccando a vicenda, con attacchi alle petroliere e alle infrastrutture ormai sempre più frequenti. Non hanno aiutato le dichiarazioni di Donald Trump. Il presidente degli Usa ha infatti detto:
La guerra non finirà prima delle elezioni di metà mandato.
Fino almeno agli inizi di novembre, quindi, continueranno a esserci scontri nella regione dello stretto di Hormuz. Queste tensioni hanno portato, nella giornata di ieri, il prezzo del Brent oltre i 100 dollari al barile.
I rendimenti più alti dall’ultima crisi energetica
La preoccupazione dei mercati è che la crisi in Medio Oriente si traduca in un aumento fuori controllo del costo dell’energia in Europa. Questo porterebbe a un aumento dell’inflazione e a una possibilità più alta di aumento dei tassi di interesse sui depositi da parte della Bce. A sua volta, la crescita del costo del denaro rallenterebbe l’economia, compromettendo la situazione dei debiti pubblici dei Paesi europei.
Si tratta dello stesso meccanismo che ha portato all’ultimo picco dei rendimenti simile a quello odierno. Era l’autunno del 2023, quasi esattamente tre anni fa, quando i Btp raggiungevano l’ultima volta il 4,27% di rendimento. Ai tempi erano però in traiettoria discendente, in rientro a valori normali dopo la crisi energetica causata dall’invasione russa dell’Ucraina.
Rendimenti dei Bot quasi al 3%, oggi l’asta dei Btp a medio e lungo termine
L’andamento dei mercati si è riflesso sull’asta dei Bot di ieri. I titoli a breve termine hanno sfiorato un rendimento annuo del 3%, due decimi più alto dell’ultima asta con prodotti simili. Oggi si terrà invece l’asta per i titoli a medio e lungo termine, con emissioni di:
- Btp 3 anni con scadenza settembre 2029 da 3,5 miliardi di euro, con cedola annua del 3%;
- Btp a 7 anni con scadenza settembre 2033, da 3,5 miliardi di euro, con cedola annua del 3,35%.
- Btp a 50 anni con scadenza marzo 2072, 750 milioni di euro, con cedola annua del 2,15%.
Le prossime aste invece si terranno:
- il 24 settembre, l’asta dei Btp Short e dei Btp€i;
- il 25 settembre, l’asta dei Bot;
- il 26 settembre, l’asta dei titoli a medio e lungo termine.
Cresce lo spread in tutta Europa
Crescono anche i rendimenti dei Bonos spagnoli, anche se soltanto di un punto base. I rendimenti hanno seguito da vicino l’andamento di quelli dei Bund e hanno raggiunto il 3,87%.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,42% | – |
| Btp italiani | 4,27% | 85 |
| Oat francesi | 4,32% | 90 |
| Bonos spagnoli | 3,87% | 45 |
Peggioramento netto invece per lo spread francese, che si conferma il più alto dei maggiori Paesi europei. Gli Oat distano 90 punti base dai Bund, con rendimenti del 4,32%.