Settimana positiva per il settore immobiliare in Borsa, sia in Europa che in Italia, con le notizie sui progressi verso un certo grado di pace e una potenziale riapertura al traffico attraverso lo Stretto di Hormuz che sono state in gran parte alla base del relativo ottimismo. Un passo fondamentale è stato il cessate il fuoco di 10 giorni concordato giovedì tra Israele e Libano, poiché la fine dei combattimenti è una delle principali richieste dell’Iran, il quale poi venerdì ha annunciato che lo Stretto di Hormuz è ora “completamente aperto” al traffico commerciale, un passo importante verso la fine della guerra con Stati Uniti e Israele che ha fatto impennare i prezzi dell’energia.
I riflessi del Medio Oriente
Con il calo dei prezzi del petrolio, sono diminuite anche le aspettative di un aumento dell’inflazione e dei tassi di interesse. La maggior parte degli analisti ha rivisto le previsioni per la BCE, che ha un impatto sul mercato immobiliare dell’eurozona, prevedendo ora un taglio dei tassi di 25 punti a giugno e un altro a luglio, anziché ad aprile e giugno.
“Sebbene il conflitto in Medio Oriente contribuisca ad accrescere la volatilità geopolitica e l’incertezza macroeconomica nel breve termine, le sue implicazioni per il settore immobiliare europeo dovrebbero essere indirette e gestibili – hanno commentato Joanna Tano, Head of Research, Real Estate europeo, e di Alex Dunn, Research Analyst, Real Estate europeo, di Columbia Threadneedle Investments – Una crescita più lenta, un’inflazione moderatamente più elevata e l’evoluzione delle aspettative di politica monetaria potrebbero influire sui prezzi e sulle condizioni di finanziamento, ma i solidi fondamentali del settore, i vincoli di offerta e la ripresa dell’interesse degli investitori garantiscono una certa resilienza”.
“Le caratteristiche di reddito del settore immobiliare, i vantaggi della diversificazione e la parziale protezione dall’inflazione continuano a sostenerne il ruolo nei portafogli, con un eventuale calo dei prezzi a breve termine che potrebbe creare un punto di ingresso interessante – hanno fatto notare i due esperti – Fondamentalmente, la domanda a lungo termine continuerà a essere determinata da trend strutturali piuttosto che da shock geopolitici, prediligendo un’esposizione precisa e selettiva rispetto a un posizionamento settoriale ampio”.
L’andamento del settore in Borsa
Il settore immobiliare ha vissuto una settimana positiva a livello europeo, con l’indice Stoxx 600 Real Estate che ha registrato un aumento del 2,5%, superiore a quello dello Stoxx Europe 600 (+0,9%).
Una performance buona è stata messa a segno anche dall’Italia, dove l’indice FTSE Italia All Share Real Estate ha mostrato un andamento in salita del 2,6% su base settimanale, simile all’indice FTSE MIB (+2,6%).
I titoli immobiliari quotati a Milano
Fra le società immobiliari quotate a Piazza Affari, si è registrata una settimana poco mossa per Next Re che attende l’OPA. In leggero rialzo Risanamento e Abitare In. Positive Gabetti (+10%), Aedes (+2,5%), IGD (+3,6%). Male Brioschi (-6,7%).
Tra gli annunci societari, il 20 aprile partirà l’OPA su Next RE da parte di CPI Property Group, con il CdA della società quotata a Piazza Affari che ha ritenuto congruo il corrispettivo offerto dal gruppo ceco. L’assemblea degli azionisti di IGD SIIQ, uno dei principali player in Italia nel settore immobiliare retail, ha approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025 e la distribuzione di un dividendo pari a 0,15 euro. Dotstay, società quotata su EGM PRO e attiva nel settore immobiliare come operatore di relocation e property management per locazioni di medio-lungo termine, ha concluso con successo la prima compravendita di un immobile a Milano, inaugurando una nuova linea di ricavi.
I dati macro e gli studi di settore
Questa settimana sono arrivati dati interessanti da Gate-away.com, che ha provato a fotografare come l’attuale situazione di crisi internazionale stia influenzando e ridefinendo priorità, tempi e strategie degli acquirenti immobiliari esteri interessati all’Italia. I risultati evidenziano un dato chiave: la domanda di case non si ferma, ma evolve. Oltre la metà degli utenti (55%) continua a cercare attivamente casa in Italia senza modificare i propri piani, mentre cresce una fascia di acquirenti che adotta un approccio più prudente e flessibile, rallentando le decisioni e privilegiando strategie graduali. Emergono inoltre nuovi comportamenti, come l’aumento dei soggiorni esplorativi e degli affitti temporanei prima dell’acquisto, segnale di una domanda più consapevole e orientata alla valutazione diretta del territorio.
Segnali negativi sono arrivati dal mercato immobiliare statunitense: le vendite di case esistenti negli Stati Uniti hanno registrato a marzo 2026 un calo del 3,6% su base mensile, dopo +2,7% di febbraio. Intanto, sono tornate a salire le domande di mutuo negli Stati Uniti: nella settimana al 10 aprile, l’indice che misura il volume delle domande di mutuo ipotecario ha registrato un incremento dell’1,8%, dopo il -0,8% registrato la settimana precedente.