Casa, bollette e carburanti: dove vanno a finire i soldi degli italiani? La classifica dei costi fissi

Le spese obbligate assorbono quasi il 42% del budget familiare. L'analisi Confcommercio 2026 sui consumi in Italia e sui rincari dei prezzi.

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Secondo una recente analisi dell’Ufficio studi di Confcommercio, è aumentata negli anni la quota di reddito che le famiglie spendono per le cosiddette spese obbligate. Si tratta di prodotti e servizi essenziali che, col passare del tempo, hanno assorbito quasi il 42% della spesa complessiva destinata ai consumi. Ad oggi, infatti, gran parte del denaro disponibile è impegnato prima ancora che si possa decidere come spenderlo.

Dove vanno a finire i soldi degli italiani?

Costi legati a casa, bollette, carburanti, assicurazioni, sanità e trasporti sono solo alcune delle spese obbligate a cui una famiglia tipo italiana oggi deve far fronte. Queste voci, che nel 1995 rappresentavano il 37% dei consumi, secondo Confcommercio nel 2026 sono salita a quota 41,7%.

Tuttavia, questo andamento non si spiega col fatto che gli italiani abbiano aumentato in maniera proporzionale la quantità di beni e servizi acquistati. Il principale fattore che ha spinto verso l’alto il peso delle spese obbligate è infatti la diversa dinamica dei prezzi al rialzo. Non a caso, dal 1995 a oggi:

Di fatto, molte volte spendiamo di più per comprare le stesse cose, se non addirittura meno.

La classifica dei costi fissi: quali pesano di più

Tenendo conto di quali spese obbligate pesano di più sui bilanci familiari:

Gli italiani non rinunciano ai consumi, ma cambiano le priorità

In termini di incidenza, nel 2026 si stima che il 58,3% dei consumi sia destinato complessivamente beni e servizi commercializzabili, che rappresentano quella parte della spesa sulla quale le famiglie hanno maggiore libertà di scelta: dall’abbigliamento alla tecnologia, dall’intrattenimento ai servizi per il tempo libero.

Solitamente, quando aumentano i costi per la gestione della casa, le bollette e i trasporti, sono proprio queste voci a essere maggiormente esposte ai tagli o al rinvio. Tuttavia, l’analisi evidenzia una capacità di tenuta delle famiglie, le quali di fronte all’aumento dei costi incomprimibili, hanno scelto invece di:

Il quadro non è però completamente negativo per i servizi commercializzabili. Gli esperti, infatti, stimano una crescita dell’1,9% delle quantità acquistate nel 2026, pari a circa 98 euro per residente.

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