Chi sono e quanto guadagnano i siriani andati a combattere in Ucraina

L'arma segreta di Vladimir Putin per vincere la guerra arriva dalla Siria, dove la Russia starebbe assoldando mercenari da portare a Kiev

Maurizio Perriello

Giornalista politico-economico

Giornalista e divulgatore esperto di geopolitica, guerra e tematiche ambientali. Collabora con testate nazionali e realtà accademiche.

Mosca starebbe reclutando in Siria soldati esperti di combattimento urbano per andare in Ucraina ad aiutare i soldati a conquistare Kiev e le città bombardate. Lo rivelano fonti vicine all’intelligence Usa. Sarebbe questa l’arma segreta di Vladimir Putin per far cadere il governo, e portare il conflitto a un nuovo livello.

Foreign fighter in Ucraina dalla Siria: quanto sono pagati

Secondo gli esperti statunitensi, la Russia, che conduce operazioni in Siria già dal 2015, avrebbe trovato lì un bacino di foreign fighter pronti a entrare in Ucraina. Molti avrebbero già raggiunto la Russia per prepararsi a sferrare l’attacco.

Non è chiaro quanti siano gli uomini siriani coinvolti, né quali siano gli accordi con Mosca e l’impegno richiesto per il conflitto. Secondo un documento che circola nella città di Deir el-Zor, la Russia offrirebbe tra i 200 e i 300 dollari per “operare come guardie” in Ucraina per 6 mesi.

Quanti sono i soldati stranieri in Ucraina e da dove vengono

I mercenari assoldati dalla Russia arriverebbero inoltre dalla Cecenia, pronti a battersi con quella che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito una “legione internazionale” composta da 16mila stranieri arrivati nel Paese in soccorso del governo di Kiev.

Il pericolo è ora che volontari e soldati di ventura possano riversarsi in Ucraina ed esacerbare il conflitto, commettendo crimini di guerra e torturando i civili. Uno scenario che si è già concretizzato in altri scontri di questo secolo, e che renderebbe ancora più difficile una de-escalation.

L’intervento di militari stranieri, in genere “cani sciolti” non legati a patti di difesa come la Nato o a forze armate nazionali, potrebbe, secondo gli analisti e gli esperti di strategie belliche, portare le violenze oltre i confini ucraini, con tutta probabilità in Medio Oriente e nei Paesi arabi.

Guerra in Ucraina: Kiev resiste, ma per quanto ancora?

Nella settimana che ha preceduto l’invasione in Ucraina, la Russia ha schierato al fronte ben 200mila uomini. Secondo i dati ufficiali ci sarebbero meno di mille caduti in quella che il Cremlino continua a definire come “operazione militare speciale”. Ma in realtà i morti sarebbero più di 10mila, forse addirittura 20mila.

Numeri incredibili che potranno essere verificati solo nel tempo, ma che rendono bene l’idea di quanto l’informazione oggi sia manipolata dalla propaganda bipartisan e dalla volontà di Mosca di censurare ogni notizia dall’Ucraina, addirittura con il divieto di celebrare i funerali dei giovani soldati chiamati a combattere.

La Russia pensava forse di vincere la guerra in tempi brevi, con Putin accolto dagli ucraini come il liberatore dal governo di Kiev composto da “neonazisti”, come li ha definiti lui stesso. La popolazione sta invece resistendo, e gli aiuti da parte della Nato e del blocco occidentale hanno contribuito a non far cadere la capitale e le principali città, come Kharkiv.

Mentre le bombe continuano a cadere, anche su obiettivi civili, e si è arrivati a una situazione di stallo in cui è difficile prevedere gli esiti delle battaglie. Forse i foreign fighter saranno decisivi per Mosca o per Kiev, ma al prezzo di vedere i diritti umani, e il diritto alla convivenza pacifica tra i popoli, calpestati ancora una volta.

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