Studiare all’università in Italia costa di più in alcune zone rispetto ad altre, con una spesa media che cambia molto a seconda della regione in cui ci si iscrive. Negli atenei statali del Nord-Ovest uno studente versa mediamente quasi il doppio rispetto a uno studente delle Isole. Ma la distanza diventa ancora più evidente se si considera anche quanti studenti, in ciascuna area geografica, sono effettivamente tenuti a pagare la retta.
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Tasse universitarie, quanto si paga in media in Italia
Secondo i dati dell’Ufficio statistico del ministero dell’Università e della Ricerca, elaborati dal Sole 24 Ore, nell’anno accademico 2024-2025:
- circa 600mila studenti, pari al 38,1% degli iscritti, sono stati completamente esonerati dal pagamento;
- nelle università pubbliche la spesa media per l’iscrizione, calcolata sugli studenti tenuti al pagamento delle tasse, ha raggiunto circa 1.550 euro annui, registrando un aumento di quasi il 7% nel triennio di riferimento;
- nelle università telematiche la spesa media è salita invece del 7,5%, arrivando a circa 2.150 euro rispetto al triennio precedente, mentre nelle private è arrivata a 7.493 euro, crescendo del 15,1% se si considera lo stesso arco di tempo.
La classifica delle rette: dove sono più alte
Osservando esclusivamente le università pubbliche, gli studenti pagano la tassa di iscrizione più elevata in quelle che si trovano nelle regioni del Nord-Ovest, dove la retta media arriva a 1.810 euro all’anno. Si tratta dell’area che comprende, tra le altre, grandi città universitarie come Milano e Torino.
Al seguire troviamo gli atenei del Centro, con una spesa media di circa 1.400 euro all’anno per studente pagante. Segue il Sud, dove la contribuzione media scende a 1.273 euro, mentre in fondo alla classifica ci sono invece le Isole, con una media di appena 1.143 euro all’anno per gli studenti che pagano.
La classifica può essere quindi sintetizzata così:
- Nord-Ovest, 1.810 euro;
- Centro, 1.400 euro;
- Sud, 1.273 euro;
- Isole, 1.143 euro.
Considerando che la differenza tra primo e ultimo posto è quindi di circa 667 euro all’anno, in termini relativi uno studente pagante del Nord-Ovest sostiene una spesa che è quasi il 60% superiore a quella di uno studente delle Isole.
Inoltre, il divario resta (e aumenta) se si considerano anche quelli esonerati, infatti:
- nel Nord-Ovest la spesa media scende a 1.221 euro per studente;
- mentre nelle Isole si ferma a 599 euro.
È una differenza di 622 euro all’anno, praticamente il doppio.
Al sud più studenti esonerati dal pagamento delle tasse
Nelle aree meridionali una quota molto più alta degli universitari non paga la retta grazie agli strumenti di esonero previsti dal sistema universitario. Si tratta della cosiddetta no tax area, cioè il meccanismo che consente agli studenti con determinati requisiti economici di essere esonerati dal pagamento della contribuzione universitaria. A questa si aggiungono altre forme di esenzione legate, per esempio, a specifiche condizioni o a particolari situazioni previste dalla normativa e dai regolamenti degli atenei.
Nel dettaglio:
- nel Nord-Est paga circa il 69% degli studenti, vale a dire quasi sette iscritti su dieci;
- nelle Isole paga il 52,4% degli studenti;
- mentre nel Sud la percentuale si ferma al 51,1%.
Questi dati servono a leggere in modo più corretto la classifica delle rette. Dire che nelle Isole la tassa media per uno studente pagante è di 1.143 euro non significa che questa sia la cifra sostenuta dalla maggioranza degli iscritti. Poiché quasi la metà degli studenti non paga, la spesa media calcolata sull’intera popolazione universitaria scende a 599 euro.
E proprio le differenze nella quota di studenti che pagano fanno sì che il divario tra le aree territoriali sia maggiore quando si passa dalla media dei soli paganti alla media di tutti gli iscritti.