Circumvesuviana, cambiano i vertici del “peggior treno d’Italia”: tutte le novità

La Regione Campania cambia la gestione per tagliare i costi e azzerare i ritardi cronici dei trasporti. In arrivo i fondi del Pnrr

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Dopo un decennio l’Ente Autonomo Volturno cambia i vertici per tentare di migliorare la “peggiore ferrovia d’Italia”. Lo dicono gli elettori. Trattandosi di un’azienda pubblica, giovedì pomeriggio è stata la Regione, che è socia unica di Eav, a pubblicare il nuovo statuto che cambia gli assetti. La volontà è di introdurre un nuovo manager, ipotesi: Pietro Diamantini.

Si tratta di un profilo specializzato, ex di Trenitalia. Il passaggio dei vertici si attende per il 29 giugno, quando De Gregorio potrebbe salutare l’azienda portandosi dietro altri nomi, come Paolo Capobianco e Fabrizio Martone. C’è anche un’altra opzione: aprire un contenzioso.

La peggior linea ferroviaria d’Italia

Il Rapporto Pendolaria, prodotto da Legambiente, ha analizzato il trasporto ferroviario locale d’Italia del 2025. La fotografia che ne emerge è che tra ritardi cronici, corse soppresse e infrastrutture e servizi obsoleti, sono molte le tratte sotto la media.

Per il 2025 la peggior linea ferroviaria d’Italia è stata la Circumvesuviana. Non un’ottima pubblicità per Eav, che sente la necessità di cambiare e migliorare.

A seguire troviamo:

Il caso peggiore: la Circumvesuviana

Il caso Circumvesuviana presenta dei problemi storici e cronici. Secondo il report, la gestione delle risorse ha accentuato le disuguaglianze interne, privilegiando alcune tratte, come quella per Sorrento, a scapito delle altre. Il risultato è una mobilità frammentata e sempre meno affidabile.

Come può cambiare?

Lo statuto di Eav punta a cambiare gestione e a ottenere dei risultati migliori. Il cuore dello statuto prevede un amministratore unico. La motivazione è:

specifiche ragioni di adeguatezza organizzativa e tenendo conto delle esigenze di contenimento dei costi.

Quindi niente poltrone aggiuntive e direttore generale come figura facoltativa. La Regione vuole maggiore controllo su strategia e gestione.

Nello statuto si legge:

può chiedere agli organi sociali l’esibizione di qualunque atto concernente l’organizzazione e l’attività della società, anche in deroga a specifiche limitazioni di legge in ordine ai poteri di ispezione del socio.

E infine niente è per sempre, inclusi gli amministratori che sono revocabili “per giusta causa”.

Gli interventi sulle linee campane

La Regione Campania punta a finanziare i propri trasporti. Ci sono riserve per l’acquisto di convogli, come per la linea metropolitana Piscinola-Di Vittorio-Capodichino per un valore di 28,7 milioni di euro.

Sono soldi del Pnrr specifici per il rinnovo delle flotte ferroviarie regionali con combustibile pulito (elettrici o idrogeno).

In totale sono 94 milioni di euro per i trasporti e oltre 57 milioni sono destinati proprio all’intervento sulla Piscinola-Capodichino, formalizzato con una convenzione tra Regione ed Eav siglata nel febbraio 2023.

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