La stagione del Milan si è chiusa con uno scenario che il club voleva evitare a tutti i costi: niente qualificazione alla prossima Champions League e accesso soltanto all’Europa League. La sconfitta interna contro il Cagliari ha fatto precipitare i rossoneri al quinto posto, aprendo una crisi non solo sportiva ma soprattutto economica. Per Gerry Cardinale e RedBird si tratta di un problema pesante dal punto di vista dei conti. Secondo le stime riportate da Calcio e Finanza, il Milan dovrà rinunciare a circa 39 milioni di euro legati alla partecipazione alla Champions League. Una cifra che comprende il premio d’ingresso UEFA, la quota market pool collegata ai diritti televisivi e gli incassi superiori del botteghino europeo. L’Europa League garantirà invece ricavi molto più bassi, stimati attorno ai 10 milioni di euro.
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Milan, Cardinale verso una nuova rivoluzione societaria
La mancata qualificazione in Champions rischia ora di provocare un vero azzeramento del progetto tecnico e dirigenziale. Prima della sfida contro il Cagliari, Gerry Cardinale aveva incontrato Zlatan Ibrahimovic, Calvelli e Moncada in un pranzo di lavoro che avrebbe dovuto preparare il futuro del club. Ma dopo il risultato negativo tutto sembra cambiato.
Secondo le indiscrezioni riportate nelle ultime ore, il primo nome in discussione è quello dell’amministratore delegato Giorgio Furlani, contestato da una parte della tifoseria nelle ultime settimane. In bilico anche il direttore sportivo Igli Tare e Geoffrey Moncada, mentre resta da capire quale sarà il ruolo futuro di Ibrahimovic nel nuovo assetto societario.
Il fallimento dell’obiettivo Champions avrebbe convinto RedBird a ripartire quasi da zero, con una ristrutturazione interna che potrebbe riguardare sia l’area sportiva sia quella manageriale.
Allegri a rischio esonero dopo il crollo finale
Tra i principali nomi finiti sotto osservazione c’è quello di Massimiliano Allegri. Il tecnico sembrava essere l’uomo scelto per aprire un nuovo ciclo, ma il finale di stagione ha rimesso tutto in discussione. Dopo la vittoria contro il Genoa, il quarto posto sembrava vicino. Il ko con il Cagliari ha invece cambiato completamente il quadro, facendo esplodere la contestazione di San Siro. Lo stesso Allegri, nel post partita, ha ammesso che “dovranno essere fatte valutazioni” e che “sono stati fatti errori”.
Il rinnovo automatico fino al 2028, che sarebbe scattato con la qualificazione in Champions League, non è entrato in vigore. Il contratto dell’allenatore resta valido fino al 2027, ma il suo futuro appare ora fortemente in bilico. Un eventuale cambio in panchina avrebbe inevitabilmente conseguenze anche sul mercato e sulla composizione della rosa. E già si parla di Antonio Conte che ha deciso di lasciare il Napoli.
I giocatori che potrebbero lasciare il Milan
La mancata partecipazione alla Champions League rischia infatti di incidere direttamente sulle strategie sportive e sugli stipendi da sostenere. Diversi giocatori potrebbero valutare l’addio o non proseguire il progetto rossonero. Tra i casi più delicati c’è quello di Luka Modric. Il centrocampista croato, vicino ai 41 anni, avrebbe legato la permanenza al Milan alla possibilità di continuare a giocare la Champions League e alla presenza di Allegri in panchina. L’uscita dall’Europa che conta rende adesso molto più difficile una sua conferma.
Situazione simile anche per Adrien Rabiot, considerato uno dei fedelissimi di Allegri. Il francese aveva scelto il Milan anche per lavorare nuovamente con il tecnico livornese. Un eventuale esonero potrebbe spingerlo a valutare altre offerte.
Diverso invece il discorso legato a Rafael Leao. Il portoghese continua ad avere uno stipendio molto pesante per i conti rossoneri, circa 7 milioni di euro netti a stagione fino al 2028. Senza i ricavi Champions, il Milan potrebbe decidere di aprire alla cessione in presenza di una proposta importante, anche inferiore alla clausola rescissoria da 170 milioni di euro.