L’Italia torna a giocarsi l’accesso ai Mondiali passando dai playoff, come già accaduto nel 2017 e nel 2022. Dopo la vittoria contro l’Irlanda del Nord, la Nazionale guidata da Gennaro Gattuso affronta la Bosnia nella sfida decisiva in programma il 31 marzo. In palio c’è la qualificazione al Mondiale 2026, che si disputerà tra Stati Uniti, Canada e Messico. Per gli Azzurri significherebbe tornare nella competizione dopo 12 anni di assenza.
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Quanto vale la qualificazione ai Mondiali 2026
La qualificazione avrebbe effetti rilevanti soprattutto per il sistema calcistico italiano. Per la Federazione e per gli operatori legati alla Nazionale, il ritorno al Mondiale attiverebbe una serie di ricavi diretti e indiretti. Studi precedenti hanno evidenziato che la partecipazione ai Mondiali e la vittoria di competizioni internazionali ha effetti limitati sul PIL. Secondo l’analisi, la crescita economica registrata in anni di successi sportivi, come nel caso dell’Italia nel 2006 o della Spagna nel 2010, è stata inferiore alla media internazionale.
Quanto vale per la FIGC la qualificazione
Il principale beneficiario economico della qualificazione sarebbe la FIGC. Il bilancio 2026 della Federazione è stato costruito ipotizzando la mancata partecipazione al Mondiale. Attualmente è previsto un risultato negativo di circa 6,6 milioni di euro, ma questo scenario potrebbe cambiare in caso di qualificazione. Nel documento contabile non sono infatti inclusi i contributi FIFA né i ricavi aggiuntivi da sponsorizzazioni legati alla presenza al torneo. Il budget prevede un valore della produzione di circa 191,9 milioni di euro e costi per 189,1 milioni, ma questi numeri potrebbero migliorare sensibilmente.
Premi FIFA e ricavi da sponsor
La qualificazione attiverebbe innanzitutto i premi FIFA. La sola partecipazione alla fase finale vale circa 10,5 milioni di dollari. La cifra può aumentare in base ai risultati sportivi fino ad arrivare a circa 50 milioni di dollari in caso di vittoria del torneo.
A questi si aggiungono i ricavi commerciali. Molti contratti di sponsorizzazione prevedono clausole che riducono i compensi in caso di mancata qualificazione. Nel budget 2026 la FIGC ha già considerato una riduzione di circa 9,5 milioni di euro per questo motivo.
Anche le emittenti televisive e le piattaforme streaming sono coinvolte sul piano economico. Operatori come Rai e DAZN hanno già investito nei diritti di trasmissione del torneo. La presenza o meno dell’Italia incide direttamente su ascolti e raccolta pubblicitaria. In caso di mancata qualificazione, il valore commerciale degli eventi risulterebbe inferiore.
I precedenti nei bilanci federali
I dati storici confermano il peso economico del Mondiale per la Federazione. Dopo il torneo del 2010, i ricavi da sponsorizzazioni scesero di circa 10 milioni di euro. Nel bilancio mancavano anche circa 6,9 milioni di contributi FIFA. Nel 2014, invece, la partecipazione al Mondiale portò circa 7,8 milioni di euro di proventi FIFA, oltre a maggiori ricavi legati allo sponsor tecnico.