Dumfries al Real Madrid per 20 milioni, perché l’Inter incassa più della clausola

Dumfries lascia l’Inter per il Real Madrid. Tra plusvalenza da 18,4 milioni e risparmio, l’operazione porta benefici ai nerazzurri

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Denzel Dumfries è pronto a lasciare l’Inter dopo cinque stagioni. L’esterno olandese, protagonista degli ultimi anni del clun, con due Scudetti, tre Coppe Italia, tre Supercoppe Italiane e due finali di Champions League disputate, avrebbe raggiunto un accordo con il Real Madrid per il trasferimento a partire dalla stagione 2026/2027. L’operazione non prevede una vera trattativa tra i due club. I Blancos avrebbero infatti deciso di attivare la clausola rescissoria da 20 milioni di euro inserita nel contratto del giocatore al momento del rinnovo con l’Inter. Una cifra ritenuta bassa per molti ma che sotto il profilo economico ha una notevole importanza sui conti.

Perché la clausola di Dumfries era così bassa

La cifra di 20 milioni di euro ha sorpreso molti osservatori, soprattutto considerando il valore espresso dal giocatore negli ultimi anni e i prezzi che caratterizzano il mercato internazionale. La spiegazione risale al rinnovo firmato alla fine del 2024. In quel momento Dumfries era a pochi mesi dalla scadenza contrattuale prevista per l’estate 2025 e avrebbe potuto lasciare il club a parametro zero.

Per evitare questo scenario, l’Inter trovò un accordo con il calciatore fino al 2028, aumentando il suo stipendio ma concedendo in cambio una clausola rescissoria relativamente contenuta e valida esclusivamente per l’estero. In pratica, il club si è garantito un incasso futuro anziché rischiare di perdere il giocatore senza alcun corrispettivo economico.

Quanto guadagna l’Inter dalla cessione di Dumfries

Il costo storico di Denzel Dumfries era pari a circa 15,3 milioni di euro, comprensivi del prezzo versato al PSV e dei bonus maturati negli anni. Al 30 giugno 2026 il valore residuo del cartellino sarà sceso a circa 1,6 milioni di euro. Di conseguenza, a fronte di una cessione da 20 milioni, l’Inter registrerà una plusvalenza di circa 18,4 milioni di euro. Si tratta di una cifra particolarmente significativa perché quasi l’intero incasso si trasformerà in utile contabile. Se l’operazione verrà formalizzata entro la chiusura dell’esercizio, la plusvalenza contribuirà immediatamente ai risultati economici del club.

Il risparmio sui costi futuri

Il beneficio economico non si limita all’incasso della clausola. Con l’addio dell’olandese, l’Inter eliminerà anche una serie di costi legati al giocatore. Tra quota di ammortamento del cartellino e stipendio lordo, il club risparmierà oltre 6 milioni di euro nella stagione successiva.

Questo significa che alla plusvalenza si aggiungerà un alleggerimento della struttura dei costi, un aspetto particolarmente importante per le società che devono mantenere equilibrio finanziario e sostenibilità economica.

L’uscita di Dumfries non sembra essere stata una sorpresa per la dirigenza nerazzurra. Proprio la presenza della clausola rescissoria lasciava intendere che il club considerasse possibile una futura partenza del giocatore. Per questo motivo l’Inter avrebbe già individuato da tempo possibili alternative per la fascia destra.

L’obiettivo principale sarebbe Marco Palestra, esterno di proprietà dell’Atalanta reduce da una stagione positiva in prestito al Cagliari. Il profilo piace per età, prospettive di crescita e caratteristiche tecniche simili a quelle di Dumfries. L’operazione non appare semplice. L’Atalanta valuta il giocatore oltre 50 milioni di euro e la concorrenza dei club inglesi potrebbe far ulteriormente lievitare il prezzo.

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