Surrene, così i tumori benigni producono cortisolo e mettono a rischio il cuore

La ricerca dimostra che l'eccesso di cortisolo può variare nel tempo e aumentare il rischio cardiovascolare, rendendo necessari controlli più mirati.

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Federico Mereta

Giornalista scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la sua passione, perché crede che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Il cortisolo. L’abbiamo spesso definito “ormone dello stress”. Ma più in generale, è fondamentale per la regolazione del metabolismo, della pressione arteriosa e della risposta immunitaria e, quando viene prodotto in eccesso, può favorire l’insorgenza di complicanze cardiovascolari e metaboliche.

Sul fronte della ricerca, ora uno studio italiano fa luce su come la secrezione di cortisolo nei pazienti con tumori benigni del surrene non sia stabile come si è ritenuto finora e può modificarsi nel tempo, influenzando il rischio di peggioramento dell’ipertensione arteriosa e un più elevato carico complessivo di fattori di rischio cardiometabolico.

A dirlo è uno studio internazionale pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology, che ridefinisce la storia naturale di questi tumori e apre nuove prospettive per il monitoraggio clinico dei pazienti. Il lavoro porta la prima firma di Giuseppe Reimondo, del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche dell’Università di Torino e della Medicina Interna–Endocrinologia dell’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano, diretta da Massimo Terzolo, Centro di Eccellenza ENSAT per la diagnosi, la cura e la ricerca sui tumori surrenalici.

Esami su misura

Lo studio, il più ampio mai realizzato sull’evoluzione della secrezione di cortisolo nei pazienti con tumori benigni del surrene, ha coinvolto 2.525 pazienti seguiti per un periodo medio di quasi sette anni in 25 centri specialistici di 14 Paesi, nell’ambito della rete europea European Network for the Study of Adrenal Tumours (ENSAT).

I tumori benigni del surrene, spesso scoperti casualmente durante esami radiologici eseguiti per altri motivi, interessano circa il 3-7% della popolazione adulta. Una parte di questi produce cortisolo in eccesso, anche in assenza dei sintomi tipici della sindrome di Cushing, determinando una condizione nota come Mild Autonomous Cortisol Secretion (MACS). Fino a oggi la pratica clinica si basava sull’idea che un singolo test ormonale fosse generalmente sufficiente per definire il profilo endocrino del paziente.

I risultati dello studio mostrano invece che la secrezione di cortisolo cambia nel tempo in oltre un paziente su cinque: il 22% dei soggetti osservati ha infatti modificato il proprio profilo ormonale durante il follow-up e la maggior parte di queste variazioni si è verificata entro i primi tre anni dalla diagnosi. Si tratta di un risultato che mette in discussione il paradigma finora adottato e suggerisce l’utilità di una rivalutazione periodica in una quota significativa di pazienti.

La ricerca ha inoltre identificato i pazienti con persistente eccesso di cortisolo come il gruppo a maggiore rischio clinico. In questi pazienti è stato osservato un incremento del 34% del rischio di peggioramento dell’ipertensione arteriosa rispetto a coloro che presentano valori di cortisolo costantemente nella norma. Nell’arco di dieci anni, questi pazienti trascorrono mediamente circa due anni in meno senza peggioramento dell’ipertensione, una differenza clinicamente rilevante che sottolinea l’importanza di un monitoraggio più accurato e di un controllo tempestivo dei fattori di rischio cardiovascolare modificabili.

Gli ormoni regolano la salute

Gli ormoni sono i “registri” della nostra salute, ma metà degli italiani non lo sa. Si tratta di messaggeri biologici prodotti dalle ghiandole endocrine come l’ipofisi, la tiroide, il pancreas, i testicoli e le ovaie. Ma anche da qualsiasi altro tessuto e organo nel nostro corpo: tessuto adiposo, stomaco e intestino, cuore, reni, pelle, polmoni e osso.

Ci sono molte decine di differenti tipi di ormoni, come l’insulina, il testosterone, il cortisolo, gli estrogeni, la prolattina, l’adrenalina, gli ormoni tiroidei, la melatonina, la leptina, l’ormone della crescita e tanti altri. Ognuno di essi ha una funzione ben specifica: sono essenziali per affrontare lo stress, crescere, regolare il metabolismo, determinare la funzione sessuale e la fertilità, ma anche per i processi cognitivi e il benessere generale. Ci dicono quando andare a dormire, quando smettere di mangiare, come regolare la pressione corporea.

Lo squilibrio ormonale può condurre allo sviluppo del 30% delle patologie croniche più diffuse, in cui anche la componente ambientale è fondamentale, ma che in molti casi possono essere prevenute come diabete mellito, obesità, ipertensione arteriosa, osteoporosi, malattie tiroidee, disturbi dell’accrescimento, infertilità e disfunzioni sessuali.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.

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