Aumento degli stipendi dei medici di 490 euro con il nuovo Ccnl Sanità

Firmato il nuovo contratto della sanità, aumenti medi fino a 491 euro al mese. Arretrati fino a 14mila euro e nuove tutele per i medici

Pubblicato:

Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Buone notizie per i medici e i dirigenti del Servizio sanitario nazionale. È stato firmato in via definitiva il Contratto collettivo nazionale di lavoro per l’Area sanità relativo al triennio 2022-2024. La firma all’Aran, arrivata dopo il via libera della Corte dei conti, sblocca gli aumenti stipendiali e gli arretrati, che i professionisti inizieranno a vedere in busta paga già nelle prossime settimane.

I nuovi aumenti

Il nuovo contratto riguarda circa 137mila dirigenti: 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici, tra cui biologi, chimici e fisioterapisti. Le risorse stanziate, pari a 1,2 miliardi di euro, garantiscono un incremento medio del 7,27%.

Già da marzo i medici troveranno in busta paga un aumento medio di circa 491 euro lordi al mese per tredici mensilità. Questa cifra comprende sia l’incremento dello stipendio tabellare, pari a 230 euro lordi, sia la ricomposizione degli acconti già erogati nel 2022 e nel 2023.

L’importo varia in base al ruolo e all’incarico:

A queste somme si aggiungono gli arretrati per il periodo pregresso, che oscillano tra 8.710 euro per le posizioni iniziali e 14.540 euro per i direttori di struttura complessa, al lordo dell’indennità di vacanza contrattuale già percepita.

Le tutele per i medici

Oltre agli aspetti economici, il rinnovo introduce novità normative significative, accolte con favore dalle sigle sindacali firmatarie (Anaao-Assomed, Cimo-Fesmed, Cisl Medici, Uil Fpl, tra le altre).

Tra i punti qualificanti spiccano:

Il no di Cgil Medici

L’accordo non è stato firmato dalla Fp Cgil Medici, che parla di aumenti “mortificanti”. In una nota affermano:

rimane un contratto definanziato di ben 580 euro lordi rispetto all’inflazione del triennio, che non introduce nulla di normativo e che peggiora le sperequazioni a danno dei Dirigenti Sanitari e delle Professioni Sanitarie

Dall’altro lato, le sigle firmatarie, come Anaao e Cimo-Fesmed, sottolineano che era fondamentale chiudere rapidamente questo triennio per poter aprire il confronto sul prossimo contratto 2025-2027. Un auspicio condiviso dal ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, e dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, che vedono in questo rinnovo un passo avanti per rendere più attrattiva la carriera sanitaria.

Gli scioperi nel campo sanitario in arrivo

Mentre la dirigenza della sanità pubblica incassa gli aumenti, il fronte del privato sociale è in fermento.

I sindacati hanno proclamato uno sciopero nazionale dei lavoratori della sanità privata e delle Rsa per il 17 aprile. La protesta coinvolgerà circa 300mila dipendenti, i cui contratti nazionali risultano scaduti da 8 e 13 anni. Si tratta di una situazione giudicata “non più tollerabile” dalle organizzazioni sindacali, nonostante l’apertura di un tavolo di confronto prevista per il 4 marzo.

Sul piede di guerra anche i farmacisti: lo sciopero è stato indetto per il 13 aprile. I circa 76mila addetti delle farmacie private protestano contro la proposta economica ritenuta insufficiente da Federfarma e chiedono il recupero del potere d’acquisto e la valorizzazione delle professionalità per un contratto scaduto nell’agosto 2024.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963