Malattie cardiovascolari, così Intelligenza Artificiale e app aiutano a prevenire i rischi

Dall’elettrocardiogramma agli smartwatch, le nuove tecnologie possono individuare prima i segnali di rischio e favorire una maggiore consapevolezza della salute cardiovascolare.

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Federico Mereta

Giornalista scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la sua passione, perché crede che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Ci si attende molto dall’impegno crescente dell’IA in cardiologia. La conferma viene dal Congresso ESC di Monaco di Baviera, che ha messo in luce le diverse prospettive offerte dal machine learning in questo ambito, dal miglioramento dell’accuratezza nella diagnosi fino alla possibilità offerta dalla telemedicina e soprattutto dalla capacità di individuare chi è più a rischio.

Le malattie cardiovascolari restano infatti la principale causa di morte in Europa e sono responsabili di oltre 10.000 decessi al giorno e di circa 17,9 milioni di morti ogni anno. Si tratta di una minaccia spesso silenziosa, che colpisce quasi una donna su due e due uomini su cinque. Eppure, fino all’80% delle malattie cardiache e degli ictus è prevenibile agendo sui principali fattori di rischio, tra cui ipertensione, colesterolo elevato, diabete, fumo, obesità, inattività fisica, alimentazione non corretta, consumo eccessivo di alcol e stress.

Le opportunità dell’IA

Uno studio recentemente apparso su Nature Medicine mostra che la mortalità a tre mesi può ridursi del 31% associando l’IA all’elettrocardiogramma per identificare i casi con una maggiore probabilità di andare incontro a un evento fatale. Non solo. Anche sul fronte della diagnosi precoce dell’infarto che “inganna” perché magari i sintomi e i segni non sono così eclatanti da richiedere immediatamente la chiamata ai soccorsi, l’IA può diventare lo strumento che evita la perdita di tempo e quindi consente una diagnosi precoce dell’ischemia. In pratica, si potrà avere un trattamento di rivascolarizzazione (ovvero si riporta il sangue con l’ossigeno al cuore nell’area dell’ischemia) in tempi più rapidi.

D’altro canto, non bisogna esagerare, con un rischio di delega eccessiva del medico all’IA, perché esiste il pericolo di “distorsione”. Lo dice uno studio apparso recentemente su JAMA e condotto da esperti dell’Università del Michigan. Gli esperti ricordano che bisogna che la logica utilizzata dai sistemi di IA sia trasparente o comunque traducibile anche per la mente umana per un valido rapporto tra medico e paziente. Il limite, ed al contempo la sfida dell’impiego dell’IA in cardiologia e non solo, consiste nella difficile interpretabilità delle decisioni prese dai sistemi AI, che può dar luogo a vere e proprie barrire all’adozione ed all’accettazione delle soluzioni AI da parte del personale medico.

L’utilità delle App

I dispositivi indossabili sono una realtà per lo screening e il monitoraggio dei parametri vitali pur senza diventare strumento di diagnosi. Insomma, sono utili “sentinelle”. E’ il caso dello smartwatch, che per 24 ore riesce a recepire la frequenza cardiaca, il ritmo del cuore e ad offrire informazioni sugli schemi di comportamento della pressione arteriosa, può aiutarci a capire se qualcosa non va e quindi a parlarne con chi cura la salute. Stando ai risultati di una ricerca coordinata da Adam Bress dell’Università dello Utah, apparsa su JAMA, grazie a questi strumenti si può sospettare chi ha la pressione alta senza saperlo, con una specificità particolarmente elevata negli adulti/anziani.

Per il resto, ad aiutare i pazienti a comprendere il proprio livello di rischio di infarto ed ictus, si può ricordare la CardioCompass, applicazione digitale sviluppata grazie all’impegno di Daiichi Sankyo Italia per supportare i pazienti nella comprensione del rischio cardiovascolare e promuovere una maggiore consapevolezza della propria salute. Disponibile su più piattaforme – mobile e in versione immersiva XR compatibile con i principali visori di realtà virtuale – CardioCompass offre un’esperienza innovativa e interattiva pensata per rendere più accessibili informazioni complesse sulle malattie cardiovascolari e aiutare le persone a orientarsi meglio tra fattori di rischio, prevenzione e importanza dell’aderenza terapeutica.

Secondo i dati italiani della European Heart Health Survey 2025, la survey europea realizzata da Daiichi Sankyo Europe sulle percezioni dei cittadini rispetto alla cura cardiovascolare, oltre il 20% dei pazienti italiani non si considera adeguatamente informato sui sintomi delle patologie cardiovascolari. Tra i segnali più riconosciuti figurano il dolore toracico (79%), l’affaticamento (73%) e la difficoltà respiratoria (72%), mentre risultano molto meno noti sintomi come il dolore localizzato (31%) o nausea e vomito (29%). La survey mette inoltre in evidenza un bisogno molto chiaro di semplificazione e qualità nella comunicazione: il 60% dei pazienti ritiene che una comunicazione più efficace da parte del medico potrebbe aiutarlo maggiormente nella gestione della propria condizione, mentre il 53% indica la necessità di ricevere informazioni più semplici e chiare.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.

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