Giornata mondiale della neurologia, ecco le sfide per la scienza che studia cervello e sistema nervoso

In Italia oltre un milione di persone convive con una demenza: la neurologia punta su diagnosi precoce, prevenzione e cure sempre più personalizzate

Pubblicato:

Federico Mereta

Giornalista scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la sua passione, perché crede che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Il 22 luglio si celebra la Giornata mondiale della neurologia. L’iniziativa prevede una serie di manifestazioni anche in Italia, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sull’impatto delle patologie neurologiche e sul ruolo sempre più strategico della neurologia nella tutela della salute pubblica.

Il motivo è semplice. L’area coperta da questa disciplina è amplissima: si va dall’estrema rapidità richiesta per l’ictus fino alle cronicità più complesse e difficili da governare, come l’Alzheimer. Il tutto, con una certezza. Le malattie neurologiche pesano, eccome, sul singolo, sulla sua famiglia, sulla sanità e sul welfare.

Il peso delle patologie neurologiche

Stando a quanto riportano i dati del Global Burden of Disease Study dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le condizioni patologiche del sistema nervoso interessano 3,4 miliardi di persone e costituiscono la prima causa globale di cattiva salute e disabilità.

Anche in Italia l’impatto è rilevante: oltre un milione di persone vive con una forma di demenza, circa 300.000 con la malattia di Parkinson, 144.000 con la sclerosi multipla. A questi numeri si aggiunge l’ictus cerebrale, una delle principali cause di morte e disabilità: ogni anno nel nostro Paese se ne registrano circa 90.000 nuovi casi.

Il tutto, porta ad un impatto sanitario, sociale ed economico rilevante: si stima un costo di oltre 20 miliardi di euro l’anno, tra spesa sanitaria, assistenza e perdita di produttività, con conseguenze sempre più rilevanti per le famiglie, i caregiver e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

Quanto è difficile governare la situazione

L’allungamento dell’aspettativa di vita, la cronicità di molte condizioni neurologiche e la complessità dei percorsi di diagnosi e cura rendono queste patologie una delle principali sfide sanitarie contemporanee, con un impatto crescente sulla qualità della vita delle persone, sulle famiglie e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari.

La neurologia, infatti, è oggi chiamata a presidiare un campo sempre più ampio: dalle patologie acute tempo-dipendenti alle malattie neurodegenerative, dalle condizioni croniche alle malattie rare. Proprio queste ultime rappresentano un ambito di particolare rilievo, se si considera che il 40% delle malattie rare è di natura neurologica e richiede competenze specifiche e altamente qualificate.

“La neurologia è una disciplina vasta, complessa. Non si occupa solo di emergenza e urgenza, quindi di patologie tempo-dipendenti come l’ictus ma anche di patologie croniche estremamente complesse: sclerosi multipla, epilessia, Parkinson, malattia di Alzheimer, cefalee.  Sono malattie che durano anche decenni e spesso le scelte terapeutiche devono essere via via aggiornate in funzione delle necessità dei pazienti. Richiedono competenze altamente specializzate non solo per l’individuazione e la diagnosi, ma anche per il trattamento nel corso del tempo”

segnala Mario Zappia, presidente della Società Italiana di Neurologia (SIN).

Salute del cervello al centro

Mentre la trasformazione digitale sta cambiando in profondità il modo di fare diagnosi, monitorare i pazienti e organizzare la presa in carico, secondo gli esperti della SIN, il neurologo dovrà poter svolgere un ruolo più incisivo anche nelle relazioni istituzionali e nei processi decisionali che definiscono l’organizzazione dei servizi, il fabbisogno di specialisti e la programmazione sanitaria nei territori.

Accanto alla diagnosi, alla cura e alla presa in carico, la prevenzione rappresenta uno dei capitoli più innovativi della neurologia contemporanea. Le evidenze scientifiche più recenti indicano che una quota rilevante del rischio neurologico è modificabile: la prevenzione è quindi possibile e deve diventare parte integrante delle strategie di salute pubblica, attraverso interventi precoci, politiche sociali ed educative, promozione di stili di vita sani e riduzione delle disuguaglianze.

“La prevenzione è qualcosa di nuovo in ambito neurologico. In neurologia è stata spesso poco considerata, probabilmente perché molte malattie sono state ritenute a decorso ineluttabile. Ma oggi sappiamo, ad esempio, che nell’ambito della demenza abbiamo un 45% di fattori di rischio modificabili”

osserva Mario Zappia.

Da qui deriva la centralità della Brain Health, la salute del cervello, che significa La salute del cervello vuol dire prendersi cura di quest’organo importantissimo anche indipendentemente dalla presenza di una malattia neurologica.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963