Di Battista e Vannacci possono ribaltare il risultato delle elezioni negli ultimi sondaggi

Le rilevazioni di fine agosto danno FdI primo, ma la crescita di Vannacci e il ritorno di Di Battista possono spostare gli equilibri

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Mirko Ledda

Editor e fact checker

Scrive sul web dal 2005, come ghost writer e debunker di fake news. Si occupa di pop economy, tecnologia e mondo digitale, alimentazione e salute.

Il sondaggio Izi per il quotidiano Domani spiega l’impatto del ritorno sulla scena politica dell’ex pentastellato Alessandro Di Battista con il suo progetto Schierarsi. La lista è già conosciuta dal 34,1% degli elettori, ma oggi si fermerebbe all’1,3%. Il suo potenziale elettorale arriverebbe tuttavia al 3,5%, quasi il triplo del voto attuale.

Il ritorno di Alessandro Di Battista con Schierarsi

Il dato sul potenziale elettorale del progetto di Alessandro Di Battista è particolarmente interessante. Schierarsi ha un bacino teorico più che doppio rispetto a chi oggi dichiara che lo voterebbe.

I suoi elettori provengono soprattutto dal Movimento 5 Stelle (34,3%) e dall’area del non voto, tra indecisi (17,6%) e astensionisti (8,7%). La sua eventuale discesa in campo peserebbe dunque soprattutto nel perimetro pentastellato.

Attenzione però. Le interviste Izi sono state raccolte tra il 29 e il 30 luglio 2026, anche se il sondaggio è stato diffuso solo pochi giorni fa. In un mese potrebbe essere cambiato molto.

Chi vincerebbe se si votasse oggi

Le due rilevazioni più aggiornate sulle intenzioni di voto per le prossime elezioni politiche – Winpoll per Scenari Politici e BiDiMedia, entrambe di fine agosto – convergono sui numeri.

Fratelli d’Italia rimane il primo partito del Paese, sopra il 25%. Il Partito Democratico è il secondo poco sopra il 21%. Il Movimento 5 Stelle chiude il podio.

La lista Futuro Nazionale di Roberto Vannacci in entrambe le simulazioni supera Forza Italia, prendendo le distanze dalla Lega con almeno 2 punti percentuali.

Le variazioni rispetto alle rilevazioni precedenti di inizio agosto restano quasi tutte dentro il margine d’errore. Si muove tutto di pochi decimi.

Il sondaggio Winpoll

Partito Intenzioni di voto Variazione
Fratelli d’Italia 25,7% +0,4
Partito Democratico 22,0% -0,2
Movimento 5 Stelle 11,1% +0,3
Alleanza Verdi e Sinistra 7,8% -0,3
Futuro Nazionale (Vannacci) 7,5% -0,3
Forza Italia 7,3% +0,2
Lega 5,5% -0,2
Italia Viva 2,5% -0,1
Azione 2,3% -0,2
+Europa 1,5% +0,2
Pace Terra Dignità 1,1% -0,2
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Il sondaggio è realizzato da Winpoll per il committente Scenari Politici, con interviste dal 18 al 27 agosto 2026 su un campione di 1.500 persone (metodo Cati-Cami-Cawi, margine d’errore 2,6% con intervallo di confidenza al 99%). Le variazioni sono calcolate rispetto alla precedente rilevazione Winpoll effettuata tra il 24 luglio e il 3 agosto 2026.

Sondaggio BiDiMedia

Partito Intenzioni di voto Variazione
Fratelli d’Italia 25,4% -0,8
Partito Democratico 21,0% -0,4
Movimento 5 Stelle 12,6% +0,6
Futuro Nazionale (Vannacci) 8,0% +0,9
Forza Italia 7,3% +0,1
Alleanza Verdi e Sinistra 6,5% -0,1
Lega 4,8% -0,4
Azione 2,8% -0,2
Casa Riformista (Italia Viva) 2,0% -0,2
Più Europa 1,0% -0,1

Il sondaggio è realizzato e auto-commissionato da BiDiMedia Srl, con interviste dal 22 al 24 agosto 2026 su un campione da panel di 1.000 intervistati (su 1.712 contatti, tasso di risposta 58%), con margine d’errore del 3,1% per una stima del 50% e intervallo di confidenza al 95%. Le variazioni sono calcolate rispetto alla rilevazione BiDiMedia del 6 agosto 2026.

Centrodestra e Campo Largo: le coalizioni

Sul piano degli schieramenti, BiDiMedia stima il centrodestra allargato a Futuro Nazionale al 47,2%, davanti al Campo Largo al 44,7% (in calo di 0,2 punti).

Vannacci e Di Battista decisivi

Il centrodestra “classico”, senza la lista di Vannacci, scenderebbe invece sotto la soglia del 40% (39,2%, in flessione di 0,9 punti). È un dato importante, che fa emergere quanto ormai Roberto Vannacci abbia il potere di incidere sugli equilibri interni all’area di governo.

Stesso ruolo che, con un po’ di campagna elettorale, potrebbe ricoprire Alessandro Di Battista nel centrosinistra allargato, giocando come stampella della coalizione o puntando a dividere l’elettorato del suo ex partito, in maniera analoga all’ex “generale” lanciato dalla Lega.

La fiducia in Meloni e nel Governo

Sempre secondo BiDiMedia, la fiducia nella presidente del Consiglio si attesta al 34% (in calo di un punto), quella nel Governo al 32% (stabile).

Giorgia Meloni resta molto apprezzata dal proprio elettorato, con il 93% di giudizi positivi nel centrodestra, ma raccoglie appena il 22% di fiducia nell’area di centro.

Cala tra gli elettori di Futuro Nazionale (62%, meno 4 punti), segnale di una concorrenza crescente proprio sul fianco destro.

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