Sondaggi politici, Meloni regge mentre Schlein arretra e Conte scatta in avanti

I sondaggi elettorali indicano che FdI è al 29,2%. Il Pd perde consenso (-0,7%) e va al 21,7%. Iniezione di fiducia per il M5S che incassa 1 punto pieno e va al 13,5%

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

I sondaggi politici mostrano come Fratelli d’Italia resti saldamente il primo partito: la forza guidata da Giorgia Meloni perde qualche decimale (-0,2%) andando al 29,2%.

Malumori nel Partito Democratico di Elly Schlein, che con il -0,7% cala al 21,7%. Buone notizie per il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che incassa 1 punto e va al 13,5%.

Chi sale e chi scende nei sondaggi politici

Di seguito i dati della rilevazione elettorale Supermedia Youtrend/Agi. Il sondaggio indica l’andamento medio del gradimento dei partiti politici al 31 luglio 2025. I dati sono messi a confronto con quelli rilevati nelle due settimane precedenti:

La Supermedia Youtrend ha elaborato per Agi le intenzioni di voto degli elettori italiani ricavando la media ponderata fra una serie di sondaggi elettorali: Ipsos (data di pubblicazione 26 luglio), Swg (21 e 28 luglio) e Tecnè (18 e 25 luglio).

La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio è disponibile sul sito ufficiale sondaggipoliticoelettorali.it.

Al 31 luglio 2025, data di pubblicazione della Supermedia, la situazione delle coalizioni è la seguente:

Qui è possibile ricontrollare i precedenti sondaggi politici.

La situazione alle elezioni europee dell’8 e del 9 giugno 2024:

Alle elezioni politiche del 25 settembre 2022:

Chi vincerebbe se si votasse oggi

Il centro-destra continua a oscillare poco sopra quota 47%: questa settimana incassa il 47,3%, mentre sette giorni fa era a quota 47,4%.

Il centro-sinistra unito (ma senza M5S) vale il 30%. Sette giorni prima il dato era del 31%.

Il campo largo (Pd + M5S) vale il 35,2%, un passo in avanti rispetto al 34,9% della settimana passata.

Tutte le opposizioni unite varrebbero un ipotetico 48,8%. La settimana precedente il valore era del 49% e quella prima ancora del 49,3%. In teoria è abbastanza per sconfiggere la coalizione di centro-destra. In pratica si tratta di un’ipotesi di pura fantasia: alle opposizioni mancanza un federatore in grado di mettere d’accordo tutte le anime dell’opposizione che, sui temi caldi del momento, marciano divise: sostegno all’Ucraina, gas russo, sostegno a Israele, riconoscimento della Palestina, dazi Usa, immigrazione, riforma della giustizia, Green Deal, riarmo europeo, eccetera. Giorgia Meloni, di fatto, oggi non ha un rivale. Dal conteggio sono stati esclusi i partiti esigui.

Chi resterebbe fuori dal Parlamento

Se oggi si tornasse alle urne, il Rosatellum spazzerebbe via tutti i piccoli partiti che si presentano da soli alle elezioni. L’attuale legge elettorale ha una soglia di sbarramento del 3%. Sarebbero incapaci di superarla:

Astensionismo e indecisione

Astenuti, indecisi e persone che voterebbero scheda bianca o scheda nulla per protesta sono il “partito del non-voto”. Il sondaggio Ipsos pubblicato il 24 luglio mostra come oggi il non voto valga il 42,5% dell’elettorato. Un mese prima il dato era leggermente più basso (41%). Tirando le somme, oggi i votanti effettivi sono dunque il 57,5%.

Oggi, tolto il non-voto, è questo il reale quadro relativo alle preferenze dell’elettorato italiano:

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