Sondaggi politici, Meloni è stabile ma campo largo e Vannacci agitano il centrodestra

I sondaggi elettorali mostrano come FdI non perda consenso. Ma la crescita di FN potrebbe rivoluzionare gli equilibri a destra

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Gli ultimi sondaggi politici mostrano come Fratelli d’Italia mantenga la sua egemonia: il partito della premier Giorgia Meloni resiste al 28,8%.

Con il 22% dei consensi, spinto da un +0,2%, il Partito Democratico di Elly Schlein consolida il suo primato di perno dell’area progressista. Segue a distanza il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte che perde il -0,2% andando al 12,2%.

Sondaggi, chi è in vantaggio

In questa pagina sono contenute le ultime rilevazioni dei sondaggi elettorali. Si evidenzia chi guadagna e chi perde consenso politico nel confronto tra i partiti guidati dai diversi leader.

Ovvero: Giorgia Meloni (FdI), Matteo Salvini (Lega), Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5S), Antonio Tajani (FI), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs), Matteo Renzi (Italia Viva), Roberto Vannacci (Futuro Nazionale), Riccardo Magi (+Europa), Carlo Calenda (Azione) e Maurizio Lupi (Noi Moderati).

Qui di seguito i risultati del sondaggio Swg per il TgLa7 dell’11 maggio 2026, con variazioni rispetto al 4 maggio:

Non si esprime il 27% degli intervistati (-1%).

Nota metodologica: sondaggio realizzato da Swg S.p.A. per conto di La7 S.p.A.. Indagine condotta con tecnica mista CATI-CAMI-CAWI su un campione di 1.200 soggetti maggiorenni residenti in Italia (4341 non rispondenti) tra il 6 e l’11 maggio 2026. Il campione è stratificato per zona e prevede quote per età e sesso. Il margine d’errore statistico dei dati riportati è del 2,8% al livello di confidenza del 95%. Il documento informativo completo del sondaggio sarà disponibile sul sito sondaggipoliticoelettorali.it.

Il precedente sondaggio Swg per La7 è visionabile qui.

È significativo come Fratelli d’Italia (28,8%) continui a godere di un largo consenso, nonostante sia al governo da oltre tre anni e mezzo.

Il Partito Democratico (22%) continua a confermarsi come perno dell’opposizione, mentre il Movimento 5 Stelle (12,2%) non crolla ma non è neppure in grado di fare quello scatto che gli consentirebbe di proporsi come reale alternativa progressista.

Il dato più interessante della settimana riguarda Futuro Nazionale che, dopo avere mangiato consenso a Lega e FdI, in tempi brevi è diventato il più grande fra i piccoli partiti e potrebbe trasformarsi in un elemento di disturbo negli equilibri del centrodestra.

Le coalizioni politiche oggi

È banale puntualizzare che, con le elezioni politiche 2027 in avvicinamento, il reale peso da valutare non è quello dei singoli partiti ma quello delle coalizioni. Ecco dunque le attuali coalizioni politiche che in alcuni casi sono riconferme, mentre in altri casi sono prove tecniche ancora da confermare:

Sulla carta, il campo largo può battere l’attuale coalizione di centrodestra.

Rimangono due incognite: il posizionamento di Roberto Vannacci e quello di Carlo Calenda. Il primo ha dichiarato che entrerebbe nella coalizione FdI-FI-Lega-NM solo a patto che venisse adottato un programma di “vera destra”. Ma un simile patto elettorale creerebbe malumore nelle forze conservatrici moderate (FI e NM).

C’è poi la questione Calenda: da una parte il leader di Azione non risparmia critiche a Meloni e Salvini, ma dall’altra parte ha espresso puro disprezzo per Conte, Bonelli e Fratoianni. Calenda ha puntualizzato che amerebbe entrare in una coalizione progressista guidata da Silvia Salis, la quale attualmente resiste alle avances e resta saldamente alla guida della città di Genova.

Questa settimana c’è un’altra notizia ad animare la politica italiana: Marina Berlusconi ha smentito le voci che la volevano protagonista di un’apertura a Schlein per un’ipotetica alleanza FI-PD al fine di piazzare Gianni Letta (“l’eminenza azzurra”) al Quirinale.

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