Giorgia Meloni è intervenuta nella trasmissione Mattino Cinque su Canale 5 e ha discusso di diversi temi, dalla crisi internazionale all’inflazione, dalla sicurezza interna alla tenuta dell’esecutivo. Un nodo atteso è quello del bilanciamento tra le spese per la sicurezza e il sostegno alle famiglie e alle imprese. La premier ha quindi dichiarato che non si può dire ai cittadini che ci sono i soldi solo per la difesa, e che bisogna cercare un equilibrio.
Un problema che si sposta sul fronte interno è quella inevitabile crisi in aumento per colpa della situazione internazionale. Meloni ha difeso le misure già attuate, come il taglio delle accise, ma ha anche riconosciuto che è stata una “magra consolazione”. Sul Patto di stabilità è invece Giorgetti a parlare di flessibilità, quella avanzata dal governo italiano all’Unione Europea. Un commento che arriva dopo l’intervista a Che tempo che fa di Christine Lagarde, la quale ha dichiarato che se ci sono delle regole in termini di bilancio, bisogna operare all’interno di queste regole.
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Giorgia Meloni sul Patto di stabilità
Giorgia Meloni è stata ospite di Mattino 5 per una lunga intervista. La premier è stata interpellata su diversi temi, dai provvedimenti per la crisi energetica fino a quelli sulla sicurezza dopo i fatti di Modena.
La presidente del Consiglio ha voluto sottolineare come:
Il governo sta facendo e farà tutto quello che può e deve per combattere le conseguenze delle crisi internazionali che stiamo vivendo.
Sul tavolo ci sono diversi provvedimenti per congelare la crisi. La premier ricorda il taglio delle accise, ma anche l’interlocuzione con l’Unione Europea.
Meloni si è infatti soffermata sul caro carburante e sul costo di questo in Italia, che è cresciuto molto di più rispetto ad altri Paesi come Francia e Germania.
Si dice però orgogliosa della misura presa sul taglio delle accise, perché è stato un modo per impedire ai prezzi di aumentare in maniera molto più incontrollata.
Sul fatto che la crisi non sia ancora risolta, però, sottolinea:
Non possiamo pensare che i singoli governi siano in grado di rispondere con gli strumenti ordinari.
Per questo, come proposto anche dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, Meloni insiste sulla necessità di un intervento a livello europeo.
L’Italia ha chiesto alla Commissione Europea l’estensione della flessibilità già concessa per le spese in sicurezza e difesa. Il riferimento è alla sospensione del Patto di stabilità come misura straordinaria per affrontare il momento di crisi.
La soluzione alla crisi energetica
La premier ha fatto sapere che con Bruxelles è in corso un dialogo. Il tema è proprio il Patto di stabilità.
Dichiara:
Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa, io lo dico da persona che sostiene con forza la necessità che Italia ed Europa facciano di più per difendersi.
Ma oltre alle misure di emergenza, dice la premier, bisogna pensare a soluzioni più stabili e di lungo periodo. Lo sguardo è all’energia nucleare, che da decenni abbiamo abbandonato e che secondo Meloni oggi stiamo “pagando”.
Rivendica quindi un obiettivo raggiunto, ovvero quello di riaprire il capitolo dell’energia nucleare in Italia, che considera “un modo veloce, sicuro, pulito ed efficace per garantire quell’energia che serve a un Paese manifatturiero importante come l’Italia”.
La posizione dell’Europa sul debito
Un’altra figura è stata intervistata di recente e ha discusso di temi simili, come il Patto di stabilità. La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, è stata intervistata da Fabio Fazio a Che tempo che fa.
Tra le diverse domande, si è parlato anche di una eventuale deroga al Patto di stabilità di cui tanto si discute in Italia. Ma secondo Lagarde:
Abbiamo delle regole in termini di bilancio, in termini di debito, in termini di deficit. E dobbiamo operare all’interno di queste regole.
Secondo la presidente della BCE, questo è l’unico modo per farsi apprezzare e capire dai mercati, che guarderanno all’Europa o all’Italia come a un Paese nel quale investire perché il rischio non esiste.