Cambi di casacca. Voltagabbana. Transfughismo. Trasformismo. Mobilità parlamentare. Sono molte le locuzioni utilizzate per indicare i parlamentari eletti con un partito o uno schieramento che, a un certo punto, dicono addio per andare a infoltire le fila di un’altra forza politica.
Si parla invece di scissione quando i parlamentari lasciano il partito d’appartenenza per formarne uno nuovo. C’è poi il fenomeno delle espulsioni, dove è il partito a cacciare il parlamentare, che passa automaticamente al Gruppo Misto a meno che non trovi alloggio in un’altra forza politica. La storia politica italiana ha registrato anche compravendite di parlamentari, ma quella è tutta un’altra questione.
Indice
Marianna Madia dal Pd a Iv
Ultimamente si è tornati a parlare dei cambi di casacca per la decisione della deputata Marianna Madia, già renziana della prima ora, di lasciare il Partito Democratico per passare a Italia Viva.
Il 30 aprile, invece, era stato il deputato Roberto Traversi a lasciare il M5S per passare al Gruppo Misto.
C’è poi il caso di Enrico Costa, passato da Forza Italia ad Azione, per poi ritornare in Forza Italia.
Mara Carfagna ha lasciato Forza Italia nel 2022 per Azione per poi andare in Noi Moderati nel 2024. Lo stesso percorso è stato seguito da Mariastella Gelmini.
Giuseppe Castiglione ha lasciato Azione per passare a Forza Italia nel maggio del 2024.
Un caso particolarmente discusso è stato quello di Aboubakar Soumahoro, eletto con Avs e poi passato al Gruppo Misto nel 2023 in seguito ad alcune polemiche.
Ricordiamo poi Luigi Marattin, già deputato di Italia Viva che oggi ha fondato una nuova forza politica: il Partito Liberaldemocratico di pura ispirazione centrista e particolarmente attento ai temi economici.
Cambi di casacca in Parlamento
La XIX legislatura è stata interessata da un certo numero di cambi di casacca. Fino ad oggi, Forza Italia è cresciuta acquisendo 12 parlamentari tra Camera e Senato, mentre il Movimento 5 Stelle ne ha persi 6. E ancora: la Lega ha perso 5 seggi, Azione 4, Alleanza Verdi Sinistra 3, il Partito democratico 2 e Fratelli d’Italia 1. Noi Moderati e Italia viva hanno ciascuno un parlamentare in più.
Questi tutti i numeri della mobilità parlamentare, registrati da YouTrend:
- FdI da 181 parlamentari nel 2022 a 180 nel 2026;
- PD da 107 a 105;
- Lega da 95 a 90;
- M5S da 80 a 74;
- FI da 62 a 74;
- NM da 15 a 16;
- IV da 14 a 15;
- AVS da 16 a 13;
- Azione da 16 a 12;
- +E ha sempre 3 parlamentari;
- altri partiti da 17 a 23.
Perché diminuiscono i cambi di casacca
Rispetto ad altre legislature, quella in corso ha visto ridursi la mobilità parlamentare. I politici non sono improvvisamente divenuti più coerenti: semplicemente, essendo stato tagliato il numero dei parlamentari (da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori esclusi quelli a vita), il fenomeno si è ridotto di conseguenza. E i regolamenti sono inoltre stati resi più rigidi per limitare il fenomeno del transfughismo.
Nella XVIII legislatura (2018-2022) i cambi di casacca erano stati 299 (85 senatori e 214 deputati). Praticamente un terzo del totale.
Voltagabbana e scissioni, chi tradisce chi?
Uno dei cambi di casacca più clamorosi della storia politica moderna è quello che ha visto nel 2017 Massimo D’Alema, Roberto Speranza e Pier Luigi Bersani abbandonare il PD di Matteo Renzi per fondare Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista.
All’epoca, interrogato da Lilli Gruber a Otto e Mezzo sul “tradimento” degli ex PD, il giornalista Roberto D’Agostino rispose in questi termini: “Chi ha tradito chi?“. L’argomentazione, in sintesi: sono stati D’Alema, Speranza e Bersani a tradire il PD? Oppure è stato il PD a tradire sé stesso, imboccando la strada tracciata da Renzi?
C’è poi il caso del M5S, che nel luglio del 2022 si ritrovò praticamente dimezzato: fra scissioni, espulsioni e addii la rappresentanza tra Camera e Senato passò da 331 a 165 parlamentari.