Manovra, incentivi lavoro e decontribuzioni: quali bonus vuole confermare il Governo

Sgravi fiscali per l'assunzione di giovani, sostegni economici per le madri e fringe benefit: quali sono tutte le norme attive che il Governo vorrebbe tenere sulla prossima Legge di Bilancio

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Il Ministero del Lavoro si prepara ad affrontare la nuova stagione della politica economica mettendo in cantiere la riconferma del pacchetto di agevolazioni, decontribuzioni e incentivi all’occupazione introdotto con la Legge di Bilancio.

L’obiettivo dichiarato dall’esecutivo è dare continuità alle imprese e stabilizzare i sostentamenti per famiglie e lavoratori. Tuttavia, dietro numeri e capitoli di spesa, si nasconde un copione già visto di misure a termine, che caratterizza tutte le politiche per il lavoro nel nostro Paese.

Le dichiarazioni della Ministra Calderone

In questo quadro, la Ministra del Lavoro Marina Calderone ha tracciato la rotta dell’esecutivo per la prossima manovra finanziaria:

Siamo impegnati nel lavoro per la Legge di Bilancio. Vogliamo confermare le misure che abbiamo introdotto per l’incentivo al lavoro, le decontribuzioni e tutti quegli strumenti che in questo momento hanno dimostrato di funzionare.

Una linea d’intenti che punta a blindare gli strumenti esistenti, ma che impone un’analisi rigorosa su cosa stia effettivamente funzionando e su cosa, invece, risponda solo a logiche elettorali o di facciata.

La miriade di incentivi all’assunzione: precarietà rimpiazzata a tempo

Il primo pilastro dell’intervento statale continua a puntare sugli sgravi contributivi diretti alle aziende che decidono di assumere o stabilizzare il personale. Un approccio che trasforma il diritto al lavoro in una permanente corsa al ribasso del costo del lavoro a carico della fiscalità generale.

Bonus Giovani under 35

Prevede uno sgravio contributivo totale fino a 6.000 euro all’anno, che sale a 7.500 euro nel Mezzogiorno, per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani senza precedente impiego stabile. Una misura che dura tra i 24 e i 36 mesi e che rischia di rinviare solo nel tempo la precarietà: finita l’agevolazione, finisce spesso anche l’interesse dell’impresa a trattenere il lavoratore.

Maxi-deduzione sul costo del lavoro

L’incentivo fiscale sulle nuove assunzioni permette una deduzione Irpef ed Ires maggiorata del 120%, che può raggiungere il 130% per gli appartenenti alle categorie protette. Un meccanismo che sembra nato per premiare i grandi gruppi già in espansione, lasciando indietro le micro-imprese.

Bonus Zes per il Mezzogiorno

Garantisce la decontribuzione totale per l’assunzione di disoccupati over 35 nelle regioni del Sud. Un tentativo di tamponare il dramma dell’occupazione meridionale che tuttavia continua a scontrarsi con la carenza strutturale di infrastrutture e servizi sul territorio.

Lavoro femminile e maternità

Bonus Donne Svantaggiate

Garantisce l’azzeramento dei contributi per chi assume donne prive di impiego da almeno 6 o 24 mesi.

Decontribuzione per le lavoratrici madri

L’esonero contributivo fino a 3.000 euro all’anno in busta paga per le madri di due o tre figli con contratto a tempo indeterminato nasce come scudo per evitare che la maternità impoverisca gli stipendi delle donne.

Congedo parentale maggiorato

Porta l’indennità all’80% della retribuzione per un secondo mese di congedo facoltativo entro il sesto anno di vita del bambino. Un piccolo passo avanti che però lascia inalterata la sperequazione di fondo tra i 10 giorni simbolici concessi ai padri e i mesi delegati alla madre.

Potere d’acquisto in caduta e il palliativo del welfare aziendale

Consolidamento del taglio del cuneo fiscale

La riduzione dei contributi previdenziali per i redditi fino a 35.000 euro rappresenta l’intervento più corposo della manovra. Trasformato in sgravio progressivo, permette di mettere qualche decina di euro in più in busta paga, ma finanzia la spesa corrente sacrificando le entrate future del sistema pensionistico.

Tetti ai fringe benefit

Stabilisce la soglia di esenzione fiscale dei premi aziendali a 1.000 euro per la generalità dei dipendenti e a 2.000 euro per chi ha figli.

Detassazione dei premi e degli straordinari

Abbatte al 5% l’imposta sui premi di produttività e riconferma al 15% quella per gli straordinari e il lavoro notturno nel turismo.

Tra annunci e realtà: l’illusione ottica dei numeri di bilancio

Oggi non ci sono ancora i consuntivi e i dati di rendicontazione ufficiali dell’Inps o della Ragioneria Generale dello Stato sull’andamento delle misure in corso. Non sappiamo, cioè, quanti euro dei budget stanziati siano stati spesi e quanti contratti reali siano nati grazie a queste norme.

Tuttavia, analizzando lo storico delle precedenti manovre finanziarie, ci sono alcuni trend che faticano a non ripetersi:

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