Il Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte ha concluso le consultazioni di Nova, una sorta di bussola per orientare il futuro programma del partito in vista delle elezioni 2027.
Molte i punti che riguardano l’economia e i giovani, fra i quali spicca la dotazione di 15.000 euro ai 18enni che rientrano in determinate caratteristiche. Il punto specifico si chiama “Un capitale di partenza per i giovani” e rientra nel documento “Giovani, un patto generazionale”.
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M5S, 15.000 euro per i 18enni
La proposta, in sintesi: riconoscere al compimento dei 18 anni una dotazione pubblica di 15.000 euro, ispirata alla proposta di eredità universale del Forum Disuguaglianze e Diversità, ma resa selettiva e finalizzata.
La misura sarebbe destinata ai giovani appartenenti a famiglie con reddito annuo complessivo inferiore a 300.000 euro. Il requisito iniziale è alto, e riguarda dunque la stragrande maggioranza delle famiglie italiane. Ma c’è una “modulazione finalizzata a concentrare il beneficio sui redditi bassi e medi“.
E ci sarebbero dei vincoli: le risorse potrebbero essere utilizzate, anche negli anni successivi, per università e alta formazione, corsi professionalizzanti, avvio o ingresso in un’impresa, attività professionale, mobilità per studio o lavoro e altri investimenti certificati nell’autonomia personale.
E per aiutare i giovani a decidere con criterio, dal periodo scolastico precedente alla maggiore età “verrebbe previsto un percorso pubblico di educazione finanziaria, orientamento e accompagnamento all’uso della dotazione”.
Proposta approvata
La misura è passata con 1.466 sì e 404 no, dunque potrebbe effettivamente finire nel programma del M5S per le politiche 2027. Ora potrebbe finire nel programma del M5S, per poi essere discussa nel programma comune del campo largo.
Le coperture
La copertura, secondo il disegno della forza politica guidata da Giuseppe Conte, verrebbe assicurata da una riforma in senso progressivo dell’imposta sulle successioni e donazioni, aumentando il prelievo sui grandi patrimoni ereditari e sui trasferimenti di ricchezza di maggiore entità, “così da finanziare il capitale di partenza dei giovani attraverso una maggiore contribuzione delle grandi eredità”.
Quanto costerebbe la misura
Proviamo adesso a fare due conti, partendo dal numero dei 18enni previsti in Italia per l’anno 2027: i nati nel 2009 sono stati 568.857.
Ora passiamo al reddito familiare: il M5S indica una soglia di 300.000 euro l’anno. Si ricorda che in Italia, al 2025, il reddito medio familiare era pari a 39.501 euro annui. Di conseguenza, praticamente la stragrande maggioranza dei 18enni in Italia vive in famiglie sotto la soglia indicata dei 300.000 euro. Ipotizzando che l’1% dei 18enni italiani viva in una famiglia che supera la soglia indicata, la misura riguarderebbe il rimanente 99% dei neomaggiorenni.
Per elargire 15.000 euro a tutti i 563.168 ragazzi e ragazze, servirebbero poco meno di 8 miliardi e mezzo di euro l’anno. Si tratta, come è evidente, solo di approssimazioni.
Una misura per il Sud
Ma attenzione: ricordiamo che il M5S parla anche, senza scendere nei dettagli, di una “modulazione finalizzata a concentrare il beneficio sui redditi bassi e medi”. Imitando la modalità di erogazione di altri bonus sociali, si può dunque ipotizzare che il beneficio pieno verrebbe elargito solo alle famiglie con reddito più basso.
Tornando ai dati Istat per il 2025, il report sulle condizioni di vita indica che il reddito familiare più basso si concentra al Sud e nelle Isole (32.427 euro). Lì verrebbe elargita la maggior parte della misura promessa ai 18enni. Esattamente come avvenuto per il vecchio Reddito di cittadinanza.