Era nell’aria e alla fine è arrivato. Il Governo ha deciso una nuova stretta sull’ordine pubblico dopo quanto accaduto in diverse città. Se da un lato le problematiche reali, che affondano le radici in anni trascorsi a ignorare delle ovvie situazioni di disagio, sono ampiamente passate in secondo (terzo?) piano, dall’altro si mira a sfruttare quanto accaduto a Milano, e non solo, per far passare un decreto legge sulla sicurezza composto da 8 articoli.
Il Consiglio dei ministri del 20 ottobre 2026 lo ha approvato, introducendo un nuovo reato, estendendo il fermo preventivo e rafforzando le misure nei confronti dei minorenni. Previste anche sanzioni economiche per i genitori e concordato l’invio di 500 militari a Milano. Mancano però all’appello risposte concrete per i manifestanti.
Il nuovo reato di violenza organizzata
La novità principale è l’introduzione del reato di “violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche”. Il decreto punisce chi, durante una protesta, usa bastoni o mazze o lancia oggetti mettendo a rischio l’incolumità delle persone.
Scendendo nel dettaglio, la pena va da 2 a 5 anni di reclusione, con una multa fino a 20mila euro. La pena aumenta se le violenze sono commesse a volto coperto o se vengono danneggiati infrastrutture e servizi di pubblica utilità.
Ancora più severe le sanzioni per chi organizza o promuove la formazione di gruppi con l’obiettivo di dare vita a manifestazioni violente, anche attraverso strumenti informatici o telematici. In questo caso, infatti, si rischia la reclusione da 4 a 12 anni.
Fermo preventivo e arresto in flagranza
Il provvedimento estende il fermo preventivo anche a chi turba la sicurezza in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone. La misura potrà riguardare anche i minorenni, ma soltanto a partire dai 16 anni.
Viene inoltre ampliata la possibilità di procedere con l’arresto in flagranza differita. Ciò vuol dire che si consente di intervenire anche in un momento successivo ai fatti (sulla base di elementi come video e fotografie). Il Governo sottolinea come ciò possa consentire di rendere più rapida la risposta delle forze dell’ordine durante gli eventi pubblici più affollati.
Minori e multe ai genitori
I più giovani sono al centro di diverse misure. Si recepisce presunzione di capacità di intendere e di volere per i minori che hanno compiuto 14 anni da un precedente disegno di legge. Ciò vuol dire che diventano subito imputabili, senza accertamenti caso per caso.
Per i genitori di minorenni (tutti, anche i non imputabili) che commettano violenze durante le manifestazioni sono previste multe da 500 a 1.000 euro. Il tutto raddoppiabile in caso di recidiva. Il questore, infine, potrà vietare ai minorenni di radunarsi quando cinque o più persone tengono comportamenti intimidatori in un luogo pubblico, anche limitatamente a determinate fasce orarie. Ciò vale nei confronti di chi negli ultimi 5 anni è già stato protagonista di episodi analoghi o destinatario di misure di prevenzione.
I 500 militari a Milano
L’articolo 8 dispone infine l’invio immediato di 500 militari a Milano fino al 31 dicembre, con una spesa di 4,7 milioni di euro. Il contingente sarà a disposizione delle autorità di pubblica sicurezza per il controllo del territorio.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che il piano d’azione sarà definito in occasione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza a Milano. Si valuterà allora anche un impiego più dinamico rispetto a quello tradizionale. Trattandosi di un decreto legge, le misure sono in vigore da subito, ma il testo dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, con la possibilità di modifiche.