Decreto scuola depotenziato, quante sono le scuole che dovrebbero smistare gli stranieri

Le misure previste dal Decreto scuola sono depotenziate rispetto a quelle immaginate dal Governo e potrebbero rivelarsi inutili anche nelle periferie delle grandi città

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

La porzione del Decreto scuola che riguarda la concentrazione di studenti stranieri nelle classi è stata molto depotenziata rispetto alle aspettative iniziati. La soglia del 30% riguarderà soltanto gli studenti non nati in Italia,  che sono un terzo di tutti gli studenti stranieri e nemmeno tutti.

Tra loro, sono coinvolti nel decreto soltanto gli studenti che non hanno completato con successo almeno due anni di scuola. Una limitazione tale che rischia di rendere la norma del tutto inapplicata: nemmeno nelle periferie di Milano, secondo le stime del Politecnico, esistono classi con più del 30% di studenti che rientrano in queste categorie.

Come funziona il Decreto scuola sugli studenti stranieri

Secondo quanto fatto circolare dall’agenzia di stampa Ansa, il decreto del Governo sugli studenti stranieri sarà pesantemente depotenziato rispetto alle intenzioni iniziali. Il limite del 30% per ogni classe non si applicherà agli studenti stranieri in generale, ma solo a quelli:

Non esiste una stima di quanti siano gli studenti coinvolti in questa norma. Costanzo Ranci, Ordinario di Sociologia economica al Politecnico di Milano e coordinatore del Laboratorio di Politica Sociale del Politecnico, insieme ai due colleghi Andrea Parma e Marta Cordini, ha ricavato dai dati Anasco e Invalsi alcune informazioni utili a capire la situazione.

Quanti sono gli studenti che rientrerebbero nel decreto

La stima di Ranci, pubblicata sul Corriere della Sera, parte dall’assunto che le zone con la maggior presenza di studenti stranieri nelle classi siano le periferie delle grandi città del Nord. La città presa d’esempio, in questo caso, è Milano.

Considerando solo gli studenti stranieri, due terzi dei quali sono nati in Italia, le scuole sotto pressione sarebbero moltissime:

Se si applicano le regole del nuovo decreto, però, e si considerano solo i “nuovi arrivati”, la situazione cambia radicalmente: solo 3 scuole secondarie e nessuna scuola primaria avrebbe anche solo una classe con più del 30% di studenti stranieri che rientrano nella nuova norma.

Notizia in aggiornamento

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