Decreto giustizia-migranti, via libera definitivo: tutte le novità su asilo e avvocati

Il decreto giustizia-migranti è legge. Cambiano le regole su asilo, rimpatri, esame da avvocato, giudici di pace e digitalizzazione

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Il decreto giustizia-migranti è ufficialmente legge. Dopo il via libera del Senato a fine luglio, l’Aula di Montecitorio .ha dato l’ok definitivo nella tarda serata di mercoledì 5 agosto con 165 voti favorevoli e 80 contrari al provvedimento, sul quale il governo aveva posto la fiducia. La scadenza per la conversione in legge era fissata all’11 agosto, termine rispettato grazie al via libera della Camera.

Su cosa interviene il testo

Composto da 18 articoli, il decreto interviene su due ambiti considerati strategici dall’esecutivo: la giustizia e l’immigrazione. Su quest’ultimo fronte, il provvedimento introduce regole su procedure di asilo, rimpatri, controlli alle frontiere e accertamenti per gli stranieri fermati o soccorsi in mare, compresi controlli sanitari e fermo amministrativo.

Non sono mancate le tensioni politiche nella fase di approvazione. Lo scorso mese si era registrato uno scontro interno alla maggioranza tra Fratelli d’Italia e Forza Italia. Il motivo era un emendamento di FdI che proponeva di estendere l’utilizzo delle intercettazioni, dopo che FdI aveva proposto un emendamento per usarle come prova anche in inchieste diverse da quelle per cui erano state autorizzate. La dichiarazione di inammissibilità dell’emendamento da parte della presidenza del Senato ha però chiuso la polemica prima dell’approdo del testo in Aula.

Le nuove regole sull’immigrazione

Sul versante migratorio, il decreto recepisce il Patto europeo su migrazione e asilo e prevede diversi cambiamenti:

Le novità per avvocati e magistrati

Tra le misure più rilevanti sulla giustizia c’è la riforma dell’esame di Stato per la professione forense, pensata per accorciare i tempi della procedura concorsuale:

Sul fronte del funzionamento della macchina giudiziaria, il decreto proroga fino al 31 dicembre 2026 l’incarico dei magistrati giudicanti nello stesso ufficio, per evitare vuoti di organico e rallentamenti nel passaggio ad altre sedi o funzioni.

Vengono inoltre potenziate organizzazione e competenze degli uffici dei giudici di pace. Sul fronte della digitalizzazione, il decreto stanzia 6,5 milioni di euro per il 2026. Sono inoltre previste risorse annuali fino al 2034 per proseguire il processo di informatizzazione e, dal 2027, un fondo dedicato alla manutenzione e all’assistenza specialistica.

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