In Italia c’è chi può andare in pensione prima dei 60 anni e chi invece deve continuare a lavorare fino a oltre i 70 anni. In alcuni casi la differenza è di più di 10 anni di scarto. Non sempre si tratta di attuazione di meccanismi particolari, di nicchia o costosi come il riscatto della laurea. Alle volte è solo il frutto di lunghi e continuativi anni di contributi versati.
Il sistema pensionistico ha subito diverse modifiche, ma restano stabili le due colonne portanti: la pensione di vecchiaia e le modalità di pensionamento anticipato (legge Fornero, Ape sociale, Isopensione, pensione anticipata per mansioni usuranti e lavoratori precoci). Vediamo nel dettaglio quali sono i requisiti di chi riesce ad andare in pensione prima dei 60 anni e chi invece finisce per aspettare fino ai 71 anni.
Indice
Quali sono i requisiti per andare in pensione?
Partiamo dalla pensione di vecchiaia. Questa, fino al 2026, è fissata a 67 anni. Ricordiamo infatti che è destinata a salire con l’aumento della speranza di vita: dal 2027 a 67 anni e 1 mese, mentre nel 2028 sarà di 67 anni e 3 mesi.
Oltre al requisito anagrafico, va raggiunto anche quello contributivo di 20 anni. A questo si possono sommare:
- riscatti di laurea;
- accrediti gratuiti del servizio militare;
- contribuzione figurativa correlata all’indennità di disoccupazione Naspi;
- maternità.
Attenzione: rientrano anche i contributi accantonati in un altro Paese UE o extra UE e quelli versati nelle gestioni Inps o Casse professionali (non in periodi coincidenti).
Se l’età pensionabile è fissata a 67 anni, come si fa a uscire prima dal mondo del lavoro?
Quali sono i requisiti per andare in pensione a 60 anni?
Si possono avere i requisiti per andare in pensione addirittura prima dei 60 anni. È il caso di chi ha iniziato a lavorare molto presto, entro i 18 anni, e non ha mai smesso.
Da una parte troviamo lo strumento della pensione anticipata ordinaria. Questa richiede:
42 anni e 10 mesi contributivi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi contributivi per le donne.
Dall’altra parte si può sfruttare il pensionamento anticipato per i lavoratori precoci, che richiede:
41 anni di contributi versati, con almeno 1 anno di contributi prima dei 19 anni di età.
Questo meccanismo è stringente, perché bisogna possedere almeno uno dei seguenti requisiti:
- stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro;
- invalidità superiore o uguale al 74%;
- assistenza, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, al coniuge o a un parente convivente con disabilità;
- svolgimento di attività usuranti o gravose per almeno sette anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa.
Chi può andare in pensione a 71 anni?
All’estremo opposto, c’è chi finisce per andare in pensione molto più tardi. È il caso di chi ha carriere discontinue e non copre i 20 anni di contributi richiesti.
È una situazione diversa dall’Assegno sociale (ex pensione sociale) che spetta a chi, a 67 anni di età, non ha maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia.
Al compimento dei 71 anni scatta un’altra tipologia di supporti. Per accedervi basta un minimo di 5 anni di contributo effettivo (versamenti da lavoro, contributi volontari o periodi riscattati).
Con la legge di Bilancio 2026, l’assegno è aumentato di circa 4 euro (3,74 euro) a causa dell’aumento dell’inflazione stimato a +1,5%.