Quota 100, pensioni più basse del 16%: quanto si perde ogni mese con il ricalcolo contributivo

La simulazione Uil evidenzia l'impatto del ricalcolo contributivo per chi esce a 64 anni con Quota 100: un taglio di 5.000 euro lordi l'anno.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Tra le misure al centro del dibattito sulla Manovra spiccano le penalizzazioni legate alla nuova versione di Quota 100.

Secondo una simulazione effettuata dalla Uil, la scelta di accedere al pensionamento anticipato rispetto all’uscita ordinaria comporterebbe un taglio dell’assegno che sfiora i 5.000 euro all’anno.

A chi spetta la nuova Quota 100

La misura di flessibilità previdenziale consentirebbe l’uscita anticipata dal mondo del lavoro al raggiungimento di determinati requisiti anagrafici e contributivi. Nello specifico, la nuova versione sarebbe destinata ai lavoratori che maturano almeno 64 anni di età e una contribuzione minima di 38 anni di contributi versati.

Tuttavia, il pensionamento anticipato verrebbe accordato a patto che l’assegno sia ricalcolato con il sistema contributivo puro per l’intera vita lavorativa. Di fatto i lavoratori dovrebbero rinunciare alle quote di pensione calcolate con il retributivo per gli anni antecedenti al 1996.

La simulazione Uil

Lo studio del sindacato mette a confronto l’assegno pensionistico percepito da una lavoratrice che sceglie di uscire a 64 anni con la nuova Quota 100 rispetto al trattamento che otterrebbe proseguendo l’attività lavorativa fino ai requisiti di vecchiaia. Il profilo della pensionabile in questione ha queste caratteristiche:

L’accesso anticipato a 64 anni comporterebbe l’applicazione del sistema di ricalcolo interamente contributivo su tutto il montante versato. Qualora il contribuente decidesse invece di restare in servizio fino a 67 anni e 6 mesi, la soglia di riferimento per la pensione di vecchiaia prevista per il 2029, l’importo verrebbe calcolato con il sistema misto e beneficerebbe di tre anni e mezzo di versamenti contributivi aggiuntivi.

Pensione più bassa del 16%

I risultati numerici evidenziano una penalizzazione significativa per chi sceglie la flessibilità in uscita:

Chi sceglie di ritirarsi in anticipo dal mondo del lavoro perderebbe 4.989 euro lordi l’anno, che equivalgono a circa 384 euro lordi in meno su 13 mensilità. In termini percentuali, l’assegno calcolato con la nuova Quota 100 risulterebbe inferiore del 16,38% rispetto a quello ordinario.

Le critiche del sindacato: penalizzati i redditi bassi

Il forte divario economico ha sollevato la dura presa di posizione del sindacato. Il segretario della Uil Santo Biondo ha sottolineato come la penalizzazione rischi di trasformare la flessibilità in una misura accessibile soltanto alla fascia di popolazione più benestante:

Una flessibilità subordinata al ricalcolo interamente contributivo rischia di essere concretamente accessibile soprattutto a chi può permettersi un assegno inferiore. Chi ha percepito retribuzioni basse, ha avuto carriere discontinue o presenta maggiori carichi familiari, invece, potrebbe essere costretto a continuare a lavorare. Per questo riteniamo necessario aprire un confronto con il governo Meloni.

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