Ricetta per una pensione futura più ricca, o quantomeno più dignitosa: un piccolo versamento dello Stato alla nascita, poi i contributi volontari della famiglia e, una volta iniziata la carriera lavorativa, quelli dello stesso beneficiario.
È questa, in estrema sintesi, l’idea del fondo previdenziale alla nascita sulla quale il Governo sta ragionando in vista della prossima legge di Bilancio.
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Ipotesi fondo pensione alla nascita
L’idea è semplice: costruire fin dai primissimi anni di vita una forma di previdenza aggiuntiva destinata ai giovani, attraverso un capitale che cresce nell’arco di decenni.
A confermare l’interesse dell’esecutivo è stata la ministra del Lavoro Marina Calderone, che in un’intervista al Corriere della Sera ha definito il progetto “una proposta utile e opportuna”.
Il Governo ne sta valutando la fattibilità, ovvero modalità operative e coperture.
Così ha aggiunto la ministra:
Credo che per il successo di questo strumento servirebbe anche prevedere incentivi fiscali sui contributi versati in questa sorta di salvadanaio, magari incrementando ancora la deducibilità.
Quanto verserebbe lo Stato
Uno dei punti da definire riguarda il contributo pubblico iniziale: Calderone esclude che per avviare il fondo siano necessari importi elevati. Quella iniziale deve essere una sorta di scintilla, ma poi il meccanismo deve essere mantenuto in moto dalla famiglia e dal lavoratore. A far fruttare comunque il gruzzoletto iniziale sarebbe un orizzonte di circa 65 anni.
Alla domanda sulla possibilità di utilizzare, per esempio, le risorse del bonus bebè da mille euro una tantum, la ministra ha risposto:
Le coperture si trovano, senza sottrarle ad altri strumenti, tanto più che per far partire il fondo previdenziale alla nascita bastano piccoli importi. In Germania, il governo ha appena varato un fondo del genere, prevedendo un versamento di 10 euro al mese.
Il modello tedesco
La proposta italiana guarda alla Frühstart-Rente, il progetto tedesco di previdenza destinato ai più giovani, dove lo Stato versa 10 euro al mese dai 6 ai 18 anni in un deposito previdenziale destinato a essere investito sul mercato dei capitali. Il tempo e i rendimenti composti fanno il resto.
Secondo la simulazione di Open sulla misura tedesca, il capitale potrebbe arrivare a circa 160mila euro a 65 anni.
I critici della misura vedono nel progetto il rischio di trasformare un intervento pubblico sulle pensioni in un trasferimento di soldi ai privati. E non solo: dal momento che lo Stato ha importanti partecipazioni in società quotate, si potrebbe innescare un circuito nel quale tirando le somme anche lo Stato avrebbe il suo tornaconto.
Secondo quanto dichiarato dalla ministra Calderone al Corriere, il Governo italiano punta a tenere la gestione del fondo pensione in capo all’Inps e la vigilanza alla Covip, ma lascia comunque aperta la possibilità di una collaborazione con il mercato.
Perché una pensione costruita dalla nascita
La proposta punta a rispondere al problema della sostenibilità delle pensioni future: l’invecchiamento della popolazione sottrae forza lavoro al mercato. Di conseguenza, con meno lavoratori e più pensionati i conti pubblici rischiano di saltare. Ma il Governo cerca inoltre di difendere il diritto alla pensione dei futuri lavoratori.