Attività gravose, Ape sociale e pensione anticipata sbloccate per nuove categorie

L'Inps chiarisce le corrispondenze tra vecchi e nuovi codici Istat per chi vuole accedere alle pensioni anticipate da badante, parrucchiere o estetista

Pubblicato:

Mirko Ledda

Editor e fact checker

Scrive sul web dal 2005, come ghost writer e debunker di fake news. Si occupa di pop economy, tecnologia e mondo digitale, alimentazione e salute.

L’Inps con il messaggio 1808 del 29 maggio 2026 ha chiarito come applicare la nuova classificazione delle professioni dell’Istat (la CP2021) per il riconoscimento delle attività gravose. La novità riguarda chi lavora, ad esempio, come badante, parrucchiere, estetista o tatuatore e vuole accedere all’Ape sociale o a una delle altre forme di pensionamento anticipato collegate. Le domande già presentate vanno riesaminate alla luce delle nuove corrispondenze.

Cosa sono le attività gravose

Le attività gravose sono tutti quei lavori il cui svolgimento è particolarmente difficoltoso e rischioso se protratto nel tempo. Sono state introdotte dalla legge 232/2016 (Legge di Bilancio 2017) e dalla legge 205/2017 (Legge di Bilancio 2018) per consentire ai lavoratori di queste categorie di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro, attraverso quattro strade:

L’Ape sociale è l’anticipo pensionistico riservato a chi ha almeno 63 anni e 5 mesi e 36 anni di contributi, con un assegno mensile fino al raggiungimento dei requisiti della pensione di vecchiaia. La pensione anticipata per lavoratori precoci prevede invece 41 anni di contributi a prescindere dall’età per chi ha iniziato a lavorare prima dei 19 anni.

Nel caso della pensione di vecchiaia e della pensione anticipata, per chi fa professioni gravose, viene disapplicato l’adeguamento alla speranza di vita.

L’elenco delle professioni gravose è codificato in due allegati: l’allegato A del Dm 5 febbraio 2018 (per pensione anticipata precoci e per le pensioni senza adeguamento alla speranza di vita) e l’allegato 3 della legge 234/2021 (per l’Ape sociale).

Il problema dei codici Istat

Le professioni gravose sono individuate in base ai codici Istat. Dal 2023 l’Istat ha aggiornato la classificazione, passando dalla CP2011 alla CP2021. Dal 2025 i nuovi codici sono entrati nelle comunicazioni obbligatorie Unilav che i datori di lavoro inviano per ogni rapporto. Il risultato è stato un cortocircuito nelle domande di pensione, perché le norme fanno riferimento ai vecchi codici e le comunicazioni arrivavano già con i nuovi.

L’Inps, dopo un confronto con il Ministero del Lavoro, ha pubblicato la tabella di raccordo per tre delle categorie più rilevanti.

Le professioni interessate dal cambio

Il messaggio chiarisce le corrispondenze tra vecchio e nuovo codice Istat per tre categorie:

Cosa fare se la domanda è bloccata o respinta

L’Inps spiega che le domande relative alle prestazioni:

devono essere definite e/o riesaminate alla luce delle suddette corrispondenze.

Significa che chi ha una pratica ancora in lavorazione vedrà applicare i nuovi codici in automatico. Chi invece se l’è vista respingere perché il codice CP2021 non figurava tra quelli elencati nei decreti può chiedere il riesame.

Il riferimento più importante riguarda badanti e addetti ai servizi alla persona, dove l’Ape sociale resta uno dei pochissimi strumenti realmente accessibili per anticipare la pensione e dove le pratiche bloccate per discrepanze nei codici Istat hanno generato negli ultimi mesi più di una segnalazione.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963