Nel mese più recente il carrello della spesa in Italia mostra movimenti pronunciati: alcuni ortaggi registrano rialzi a doppia cifra, mentre prodotti della carne e del pesce oscillano con incrementi più contenuti. Dall’elaborazione dei dati emerge uno scenario in cui le variazioni mensili interessano sia beni deperibili che servizi di uso quotidiano, con forti differenze tra province.
Indice
I prodotti che sono aumentati di più (e quelli che sono diminuiti)
Tra i maggiori aumenti spiccano le verdure: le zucchine registrano un balzo record (+34,09%) con un prezzo medio nazionale di circa 3,79 €/kg; i cetrioli crescono del +22,15% (prezzo medio ~3,10 €/kg); le melanzane aumentano intorno al +20,5% (prezzo medio ~3,59 €/kg); e le clementine segnano un +14,9% (~2,83 €/kg).
Nel comparto ittico si registrano rialzi importanti per alcuni pezzi: il merluzzo/nasello sale di circa il +4,04% (prezzo medio ~22,98 €/kg), il salmone fresco cresce del +3,71% (~21,78 €/kg) e le trote di allevamento aumentano del +4,28% (~11,17 €/kg).
Tra i prodotti caseari e delle carni si evidenziano aumenti più moderati ma diffusi: il parmigiano reggiano è vicino a 24,89 €/kg (+1,85%), mentre la carne bovina primo taglio si attesta su ~23,73 €/kg con un aumento mensile di +1,63%. In controtendenza il suino con osso, che registra un lieve calo (-0,62%) a ~9,25 €/kg.
Diversi prodotti mostrano invece diminuzioni: i kiwi verdi segnano un -8,29%, i radicchi sono in calo (-7,49%), e i limoni gialli scendono di circa il -4,27% rispetto al mese precedente.
Di seguito la tabella interattiva mostra le principali variazioni mensili: per ogni tipologia di prodotto viene calcolata la media nazionale dei valori minimi, massimi e medi, insieme alla variazione percentuale rispetto al mese precedente.
Dove costa di più la spesa: la mappa delle province
Come noto, i prezzi variano molto in base alla provincia. Alcune realtà mostrano prezzi medi particolarmente alti: tra quelle riportate emergono province del Centro-Nord come Lucca (prezzo medio provinciale ~27,33 €), Varese (~26,32 €), Milano (~24,33 €) e Parma (~24,56 €). Tra i valori più anomali si segnala però Siena con un prezzo medio provinciale riportato molto elevato (~184,55 €), dovuto a rilevazioni estreme su singole tipologie di prodotto che impattano la media provinciale.
Le differenze territoriali risultano particolarmente marcate per alcuni beni: il pane fresco ha un prezzo medio nazionale di ~4,20 €/kg, ma sale fino a ~7,18 €/kg a Bolzano e scende a ~2,46 €/kg a Napoli. Per i servizi, la corsa in taxi per l’aeroporto ha una media nazionale di ~49,32 €, ma arriva a ~159,69 € a Vicenza mentre a Parma è stata rilevata una media intorno a ~10,00 €.
Al Sud molte province risultano tra le più economiche: ad esempio Napoli, Catanzaro e Reggio Calabria compaiono spesso tra le realtà con prezzi più bassi per diverse categorie. Le province alpine, insulari o con maggiori costi logistici (come Bolzano e in certi casi Trieste) mantengono prezzi tendenzialmente più elevati per prodotti freschi e alcuni servizi.
Nota metodologica: la classifica si basa sulla media dei prezzi min, max e medi dei principali prodotti rilevati, ponderata per categoria merceologica.
I prodotti con i prezzi più instabili sul territorio
La volatilità territoriale resta elevata per molti prodotti deperibili. Alcuni esempi significativi dai dati sulla deviazione territoriale:
- Fragoloni: prezzo medio nazionale indicato nei dati molto elevato e una deviazione territoriale estrema; la provincia più cara segnalata è Siena con prezzi che risultano eccezionalmente alti nella rilevazione.
- Fagiolini metis: forte dispersione territoriale con province molto costose (ancora Siena) rispetto a province economiche come Alessandria.
- Taxi per l’aeroporto: forte variabilità (deviazione territoriale >300%): media nazionale ~49,32 €, ma fino a ~159,69 € a Vicenza e ~10,00 € a Parma.
- Pane fresco e altri prodotti da forno mostrano ampie differenze provinciali (es. Bolzano vs Napoli).
In generale, le maggiori instabilità si concentrano nell’ortofrutta fresca e in alcuni servizi locali: ciò riflette stagionalità, costi logistici e differenze nella filiera territoriale.
Il nostro sistema di analisi calcola per ogni tipologia di bene la varianza territoriale: quanto il prezzo medio differisce rispetto alla media nazionale.
Nota finale: i dati contengono alcuni valori anomali su singoli prodotti e province che influenzano le medie provinciali. Per interpretare correttamente le differenze territoriali è quindi utile affiancare l’analisi media a indicatori robusti (mediane, percentili) e verificare le fonti delle rilevazioni a livello locale.