Acqua minerale, aumenti sulle bottiglie di plastica fino a 6 centesimi

La crisi iraniana sta portando a difficoltà nella filiera del pet, la plastica monouso per le bottigliette, con possibili rincari di prezzi

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Il prezzo dell’acqua minerale potrebbe tornare a salire nei prossimi mesi, con aumenti stimati fino a 6 centesimi per le bottiglie da 1,5 litri. Un rincaro che, se confermato, avrebbe un grave impatto diretto sui consumatori italiani, che si inserisce in un contesto già segnato da inflazione e tensioni sulle materie prime.

Secondo le stime diffuse dalle associazioni di consumatori come il Codacons, l’aumento potrebbe tradursi in un aggravio complessivo di centinaia di milioni di euro annui per le famiglie italiane.

Perché aumentano i prezzi dell’acqua minerale

Il fattore più rilevante alla base dei possibili rincari è l’aumento del costo delle materie prime, in particolare del pet, il materiale utilizzato per la produzione delle bottiglie.

Negli ultimi mesi diversi fornitori del settore hanno richiesto revisioni dei contratti, con incrementi anche significativi. In alcuni casi si parla di aumenti fino al 30% sui materiali plastici, con ricadute dirette sulla produzione di bottiglie e tappi.

Le aziende del settore delle acque minerali segnalano come tali richieste arrivino in un momento già complesso, caratterizzato da volatilità dei prezzi energetici e difficoltà di approvvigionamento lungo tutta la filiera industriale.

Secondo alcune ricostruzioni, le tensioni geopolitiche internazionali avrebbero ulteriormente aggravato la situazione, incidendo sui costi del petrolio e quindi indirettamente sulla plastica, che deriva proprio da lavorazioni petrolchimiche.

L’impatto sul prezzo finale: fino a 6 centesimi a bottiglia

Le stime parlano di rincari compresi tra 4 e 6 centesimi a bottiglia da 1,5 litri, che potrebbero sembrare marginali ma che, su larga scala, diventano significativi. Secondo alcune analisi di settore, l’impatto totale sui consumatori italiani potrebbe arrivare a superare i 600 milioni di euro annui, qualora gli aumenti venissero completamente trasferiti a valle della filiera.

Diverse associazioni dei consumatori hanno acceso i riflettori su queste dinamiche, chiedendo maggiore trasparenza sui meccanismi di formazione dei prezzi. In particolare il Codacons ha ipotizzato la possibilità di segnalazioni all’Antitrust per verificare se gli aumenti lungo la filiera dell’acqua minerale e del packaging siano pienamente giustificati o se possano nascondere pratiche speculative.

Al momento si tratta di richieste di approfondimento e non di indagini concluse, ma la questione resta sotto osservazione.

Non solo plastica: energia, normative e logistica

Oltre al costo del pet, ci sono altri fattori che contribuiscono alla pressione sui prezzi:

Un punto chiave riguarda proprio la transizione ecologica: le aziende devono investire in processi più sostenibili, ma questi investimenti si riflettono inevitabilmente sui costi di produzione.

Aumento dei prezzi delle bottiglie d’acqua: un trend stabile

I rincari non rappresentano un fenomeno isolato. Negli ultimi anni il prezzo dell’acqua in bottiglia ha già registrato aumenti costanti. Il costo medio dell’acqua minerale nei supermercati italiani è cresciuto del 14% rispetto ai livelli pre-pandemici, anche a causa dell’inflazione generale e dell’aumento dei costi di produzione industriali.

In parallelo, cresce anche il dibattito sul rapporto tra acqua in bottiglia e acqua del rubinetto, sia dal punto di vista economico che ambientale, con un numero crescente di analisi che evidenziano come la plastica monouso rappresenti una delle voci più costose dell’intero sistema di consumo quotidiano.

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