Il Piano Casa ottiene il via libera dal Parlamento ma con qualche cambiamento dell’ultima ora.
La Camera ha approvato la legge di conversione del decreto dedicato all’emergenza abitativa con 168 sì alla fiducia. Nel passaggio parlamentare, però, il testo è stato modificato. Alcune delle misure molto attese sono state eliminate o rinviate, mentre altre sono state introdotte per ampliare la platea dei beneficiari.
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Piano Casa 2026, cosa cambia
Il Piano Casa è stato spinto dal Governo con l’obiettivo di aumentare l’offerta di abitazioni a prezzi accessibili, mobilitare nuovi investimenti e accelerare i progetti di rigenerazione urbana. Qualcosa, però, come detto, rispetto alla formulazione iniziale è andato cambiando.
La modifica di maggiore rilievo riguarda gli investimenti immobiliari. Nella versione definitiva del decreto non compare più la corsia preferenziale riservata esclusivamente ai fondi esteri. Le procedure accelerate non saranno quindi limitate agli investitori internazionali.
Resta comunque un requisito: potranno beneficiare dell’iter amministrativo semplificato soltanto gli interventi di valore superiore a un miliardo di euro. Di conseguenza i progetti di dimensioni più contenute continueranno a seguire le procedure ordinarie.
L’altro intervento che non compare nella versione finale è il veicolo finanziario destinato a raccogliere le risorse del Pnrr collegate alla Rosco, la società pubblica incaricata dell’acquisto e del successivo noleggio dei treni. L’operazione avrebbe dovuto convogliare circa un miliardo di euro nel Fondo nazionale per l’abitare gestito da Cdp Real Asset.
Il rinvio è stato motivato da ragioni tecniche legate alla disponibilità delle risorse del Pnrr, non ancora impegnabili. Si tratta però di uno stop temporaneo: il Ministero delle Infrastrutture ha confermato l’intenzione di attivare successivamente il nuovo strumento.
Alloggi a canone calmierato: per chi
Tra le novità inserite durante la conversione c’è l’ampliamento della platea che potrà accedere agli immobili a canone calmierato. Il beneficio viene esteso anche ai dipendenti pubblici, e in particolare:
- insegnanti;
- personale sanitario;
- appartenenti alle forze dell’ordine.
L’obiettivo è favorire l’accesso alla casa per categorie che operano soprattutto nelle aree dove il costo degli affitti è più elevato.
Più risorse ai Comuni
Il decreto rafforza anche il ruolo dei Comuni. Le amministrazioni locali potranno essere destinatarie delle risorse previste per la riqualificazione degli immobili inagibili nell’ambito del programma dedicato all’edilizia pubblica. Il pacchetto di finanziamenti vale complessivamente circa 7 miliardi di euro, comprendendo anche i fondi destinati alla rigenerazione urbana.
Rifinanziato il fondo per gli studenti fuori sede
Arrivano nuove risorse anche per gli universitari. Il fondo destinato agli studenti fuori sede viene rifinanziato con 8,5 milioni di euro per il 2026. Potranno beneficiarne gli studenti appartenenti a nuclei familiari con Isee non superiore a 20mila euro che non ricevono altri contributi pubblici destinati all’alloggio.
Cambiano le regole per gli interventi con negozi e alberghi
Il decreto interviene anche sui progetti immobiliari con funzioni diverse da quella abitativa: negli interventi con destinazioni d’uso miste, la quota minima del 70% di edilizia convenzionata sarà calcolata soltanto sulla parte residenziale dell’investimento. Le superfici destinate ad attività commerciali, strutture ricettive o altre destinazioni non residenziali resteranno escluse dal conteggio. Sarà la convenzione stipulata con il Comune a definire la componente abitativa sulla quale effettuare il calcolo.