Bce lascia i tassi invariati al 2%, l’inflazione mette a rischio le rate dei mutui di maggio

Il rincaro dei beni energetici spinge la stima Eurostat oltre le previsioni, condizionando le prossime mosse di Lagarde sulla politica monetaria

Pubblicato:

Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

La Banca centrale europea ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse. La riunione di giovedì 30 aprile ha quindi confermato la linea della Bce per la settima volta consecutiva. La motivazione ufficiale è che l’inflazione nell’area euro è ancora sotto controllo, nonostante sia aumentata per via del rincaro dei prezzi energetici influenzati dalla guerra contro l’Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz.

La decisione della Bce attende i dati dell’ufficio di statistica dell’Unione Europea. L’Eurostat infatti ha pubblicato una stima preliminare che descrive un’inflazione elevata, la più alta da settembre 2023 quando era al 4,3%. Se il prezzo dell’energia dovesse però continuare a crescere l’aumento dell’inflazione sarebbe maggiore e la Bce dovrebbe interrompere l’andamento positivo, ovvero la riduzione dei tassi iniziata nel 2024.

Tassi di interesse ancora invariati

C’era attesa per la riunione del 30 aprile della Banca centrale europea. L’inflazione nell’eurozona è aumentata, ma è stata definita ancora “sotto controllo” e quindi è stato possibile mantenere i tassi di interesse fermi.

Al momento, quindi i tassi sono:

Il consiglio direttivo ha specificato che si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine. Sono state quindi confermate le previsioni degli analisti sul costo del denaro lasciato invariato.

Cosa ha detto Lagarde

In conferenza stampa a Francoforte, la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha dichiarato:

L’aumento dei prezzi dell’energia manterrà l’inflazione bene al di sopra del 2% nel breve periodo. Con il protrarsi dei prezzi energetici elevati, si intensificherà il probabile impatto sull’inflazione complessiva attraverso effetti indiretti e di secondo livello.

Per questo la Bce monitora l’entità e la persistenza dell’aumento dei prezzi dell’energia e il modo in cui si trasmette alla formazione dei prezzi e dei salari, alle aspettative di inflazione e alla dinamica economica complessiva.

Sui tassi di interesse Lagarde ha aggiunto:

Dal mio punto di vista, so in che direzione stiamo andando sui tassi di interesse, ma potrebbero esserci cambiamenti enormi.

Questo perché l’economia dell’area euro, come ha spiegato, si sta allontanando dallo scenario di base e va verso quello “avverso”.
Fondamentale sarà quindi la riunione di giugno, momento nel quale la Bce disporrà di maggiori dati per decidere sulla politica monetaria.

Inflazione in Europa

La decisione della Banca centrale europea si è basata sui dati Eurostat, che sono però una stima preliminare. Secondo questi ad aprile l’inflazione annua nei Paesi in cui si usa l’euro è del 3%. Si tratta di un valore alto, il più alto da settembre 2023 quando l’inflazione europea ha toccato il 4,3% ed è anche un valore più alto rispetto a quello che la Banca centrale europea si propone di mantenere sul medio-lungo periodo, ovvero il 2%.

Ma sono stime preliminari e per questo la Bce ha dichiarato che è troppo presto per capire l‘impatto e la durata della crisi energetica e quindi prendere decisioni difficili come interrompere la scia positiva sui tassi di interesse.

Certo è che se i prezzi dell’energia e l’inflazione dovessero continuare a crescere la Banca centrale europea potrebbe puntare ad aumentare i tassi di interesse.

Cosa succede ai mutui?

Ad aprile le rate dei mutui variabili hanno iniziato a salire a causa delle tensioni internazionali. Secondo le stime di Facile.it, che analizza lo scenario, anche maggio potrebbe proseguire il trend in salita.

Guardando le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento standard la rata del mutuo passa dagli attuali 621 euro ai 642 euro; entro la fine dell’anno potrebbe però arrivare a sfiorare i 670 euro.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963