Tassi di interesse, Bce pronta a un aumento: gli effetti su mutui e prestiti

Le banche centrali sono pronte per le decisioni di politica monetaria e la Bce potrebbe essere la prima, tra quelle occidentali, ad alzare i tassi di interesse per contrastare l'inflazione

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Nella settimana che inizia oggi 27 aprile le principali banche centrali mondiali annunceranno le loro decisioni di politica monetaria. La Bce sembra essere quella più propensa ad alzare i tassi entro la fine dell’anno, anche se con ogni probabilità attenderà almeno la riunione di giugno. Potrebbero quindi aumentare i costi per ottenere un prestito o quelli dei mutui a tasso variabile.

La Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, si trova in un momento di transizione della leadership e con ogni probabilità non agirà ad aprile sui tassi, né nel senso indicato dall’inflazione, né in quello opposto per cui spinge Trump. Rimarrà ferma, probabilmente per tutto il 2026, anche la Bank of England, mentre per la decisione della Bank of Japan c’è più incertezza.

 Bce verso un rialzo dei tassi di interesse nel 2026

Gli analisti finanziari ritengono che la Banca centrale europea possa essere la prima, tra le grandi banche centrali occidentali, a muoversi contro l’inflazione con un aumento dei tassi. La decisione di aprile, che sarà annunciata tra mercoledì 29 e giovedì 30, non dovrebbe essere però quella decisiva a riguardo.

Sia gli esperti di ING sia quelli di BNP Paribas propendono per un rialzo dei tassi nel 2026, a partire però da giugno. Si espongono di più invece gli analisti di Generali Investment, che ipotizzano che la Bce possa altare i tassi di almeno 75 punti base (0,75%) durante quest’anno “se l’Iran dovesse continuare a mantenere vincoli nello Stretto di Hormuz e un’ulteriore escalation alimentasse effetti di secondo impatto”.

La Bce non alza i tassi di interesse dalla decisione del 20 settembre 2023. Da allora è stato un susseguirsi di cali fino a giugno 2025, seguita da una sostanziale stabilità. Ora però la situazione economica è cambiata:

L’effetto su mutui e prestiti

Le decisioni della Bce in termini di politica monetaria hanno effetti diretti sull’Euribor, l’indicatore su cui le banche si basano per stabilire gli interessi dei mutui. Per quanto riguarda le rate di quelli a tasso fisso, non ci saranno cambiamenti. Se le previsioni degli analisti saranno corrette, inoltre, anche gli interessi sui mutui a tasso variabile dovrebbero restare fermi, almeno ad aprile.

Le previsioni sull’Euribor per il prossimo futuro sono però meno ottimiste:

Le decisioni delle altre banche centrali

Gli analisti ritengono che le altre banche centrali occidentali non modificheranno i tassi di interesse ad aprile:

Più complessa la situazione della Bank of Japan, perché il Giappone tende ad avere un andamento dell’inflazione molto diverso da quello del resto dei Paesi sviluppati. Gli esperti ritengono che il prossimo rialzo dei tassi possa già avvenire proprio ad aprile.

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