L’Inps non è soltanto l’ente che paga le pensioni o la cassa integrazione, ma eroga anche dei prestiti. Attraverso fondi dedicati, l’istituto concede finanziamenti a tassi agevolati pensati per coprire esigenze differenti, dalla piccola spesa imprevista fino a grandi progetti familiari.
Vediamo nel dettaglio i requisiti d’accesso, le modalità per fare domanda e le regole per il calcolo delle rate per ciascuna di queste opzioni.
Indice
Quali sono i prestiti Inps
L’Inps offre a tutti i dipendenti pubblici, pensionati e iscritti a gestioni previdenziali o assistenziali diverse tipologie di prestiti. Si dividono tra:
- cessione del quinto della pensione;
- Piccolo prestito per esigenze familiari a breve termine;
- Prestito pluriennale per necessità personali o familiari di cinque o 10 anni.
Entriamo nel dettaglio.
Che cos’è la cessione del quinto della pensione
La cessione del quinto della pensione è un prestito che il pensionato può ottenere da una banca o da un intermediario finanziario. Permette di rimborsare il prestito con un addebito automatico mensile che l’Inps effettua sulla pensione nei limiti del quinto cedibile.
Possono farne richiesta tutti i titolari di pensione, a eccezione di:
- assegni e pensioni sociali;
- invalidità civili;
- assegni mensili per l’assistenza ai pensionati per inabilità;
- assegni di sostegno al reddito;
- assegni al nucleo familiare;
- prestazioni di esodo ex art. 4, commi 1-7 ter, legge 28 giugno 2012, n. 92;
- APE Sociale.
È facile da ottenere, perché il pensionato deve richiedere la comunicazione di cedibilità della pensione, ovvero un documento in cui viene indicato l’importo massimo della rata del prestito, rivolgendosi a una sede Inps o, in alternativa, tramite una banca o intermediario finanziario aderente alla convenzione. Dal 2029 il sistema cambierà, sono infatti previste nuove procedure.
Il documento viene consegnato all’ente con il quale si stipula il contratto di finanziamento, che lo inoltra direttamente all’Inps.
Attenzione: la durata del contratto di prestito non può superare i 10 anni ed è obbligatoria la copertura assicurativa per il rischio di morte precoce del titolare del prestito.
L’importo che si può ottenere viene calcolato:
- al netto delle trattenute fiscali e previdenziali;
- con salvaguardia del trattamento minimo stabilito annualmente dalla legge per l’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO);
- sul cumulo delle pensioni percepite, qualora liquidate dallo stesso sistema pensionistico.
Che cos’è il Piccolo prestito
Tra i prestiti offerti dall’Inps c’è anche il “Piccolo prestito”, utile per le esigenze familiari di breve durata. Infatti, va da 1 a 4 anni massimo.
Chi può richiederlo
Possono richiedere il Piccolo prestito:
- i dipendenti pubblici e i pensionati iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali;
- il personale in attività di servizio iscritto alla Gestione speciale di Previdenza per il personale di Poste Italiane SpA (Fondo Credito ex IPOST).
Importo e durata
Questo prestito funziona con la prima rata di ammortamento che viene trattenuta a partire dal secondo mese successivo a quello di erogazione della somma.
Possono essere richiesti importi pari a 1, 2, 3 o quattro mensilità nette di stipendio o pensione, rimborsabili in:
- 12 rate (prestiti annuali);
- 24 rate (prestiti biennali);
- 36 rate (prestiti triennali);
- 48 rate (prestiti quadriennali).
Si possono richiedere anche in doppia mensilità, fino a due mensilità nette di stipendio o pensione per un anno di ammortamento, fino a otto mensilità da restituire in 48 mesi, e solo se il richiedente è privo di altre trattenute in corso sullo stipendio o sulla pensione. Resta però il limite della trattenuta per il Piccolo prestito, che non può superare il quinto cedibile.
Infine l’Inps fa sapere che sull’importo lordo della prestazione gravano un tasso di interesse nominale annuo, un’aliquota per spese di amministrazione dello 0,5% e un premio fondo rischi applicato per fasce di età alla scadenza e di durata del prestito, secondo le tabelle (qui inserisci link) che l’istituto pubblica sul proprio sito.
Come fare domanda
Per fare domanda bisogna possedere i seguenti requisiti:
- vantare almeno un anno di servizio continuativo utile a pensione;
- essere provvisti di retribuzione fissa e continuativa per l’intera durata del contratto;
- essere titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, oppure di un contratto di lavoro a tempo determinato non inferiore a tre anni che permetta la concessione del prestito entro i termini del contratto.
La domanda va presentata online, tramite il portale Inps. Una procedura semplificata è prevista per i dipendenti pubblici delle amministrazioni centrali gestiti attraverso il sistema NoiPA e per i carabinieri.
Mentre i pensionati iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e gli iscritti alla Gestione speciale di previdenza per il personale di Poste Italiane SpA possono presentare domanda non solo online, ma anche:
- tramite Contact Center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
- presso enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.
Che cos’è il Prestito pluriennale
Altro prestito offerto dall’Inps è il “Prestito pluriennale”, utile per le documentate necessità personali e familiari.
Chi può richiederlo?
Possono richiedere i Prestiti pluriennali:
- i dipendenti pubblici e i pensionati iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali;
- il personale di Poste Italiane SpA in attività di servizio iscritto alla Gestione speciale di Previdenza per il personale di Poste Italiane SpA (Fondo Credito ex IPOST).
Importo e durata
Il prestito può avere durata quinquennale o decennale. La prima rata di ammortamento viene trattenuta a partire dal secondo mese successivo a quello di erogazione della somma.
Nel caso di durata quinquennale va restituito in 60 rate mensili, mentre per la durata decennale è da restituire in 120 rate mensili.
Attenzione: il dipendente, con restituzione di una cessione quinquennale o decennale in corso, ha la facoltà di richiedere anche la concessione di un piccolo prestito in misura ridotta.
In ogni caso la rata mensile non può superare un quinto dello stipendio o della pensione.
Sull’importo lordo gravano sempre un tasso di interesse nominale annuo, un’aliquota per spese di amministrazione dello 0,5% e un premio fondo rischi applicato per fasce di età.
Come fare domanda
Per accedere alla prestazione si devono possedere i seguenti requisiti:
- quattro anni di anzianità di servizio utile ai fini pensionistici e quattro anni di contribuzione alla gestione di riferimento;
- essere in attività di servizio con retribuzione fissa e continuativa all’atto di presentazione della domanda;
- essere titolari all’atto della domanda di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o di un contratto di lavoro a tempo determinato non inferiore a tre anni.
La domanda va presentata sempre online, con le stesse modalità e indicazioni descritte in precedenza per il “Piccolo prestito”. A fare la differenza è la tempistica: infatti la domanda va presentata entro un anno dall’evento e/o dalla relativa documentazione di spesa necessaria.