Il mercato immobiliare italiano continua a mostrare segnali di crescita: secondo il nuovo Sentiment di Fimaa (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari) Italia-Confcommercio relativo al primo quadrimestre del 2026, il settore residenziale dovrebbe chiudere l’anno con un incremento delle compravendite compreso tra l’1 e l’1,5%, accompagnato da un aumento dei prezzi degli immobili intorno al 2%.
Le previsioni indicano che nel 2026 il numero delle transazioni potrebbe superare le 770mila compravendite registrate nel corso dello scorso anno.
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Il mercato immobiliare in Italia
A sostenere il mercato è soprattutto il comparto delle abitazioni usate, segmento dinamico in un contesto caratterizzato dalla limitata disponibilità di nuove costruzioni e di immobili riqualificati.
La domanda si orienta sempre più verso soluzioni in grado di rispondere alle esigenze delle famiglie e dei lavoratori, che cambiano nel tempo adeguandosi al corso dell’economia generale.
Così commenta Santino Taverna, presidente di Fimaa Italia:
Il Sentiment evidenzia un mercato residenziale strutturato, con possibili oscillazioni territoriali, ma comunque solido. Si assiste alla carenza di prodotto nuovo o rigenerato che influisce sui valori delle unità. La domanda è orientata anche verso tipologie diverse dal passato: soluzioni flessibili, spese di gestione contenute e servizi di prossimità in risposta alle mutate esigenze del mercato. Bilocali e trilocali sono le unità maggiormente richieste da lavoratori mobili, studenti, famiglie non più numerose e persone della terza età. Il mercato della locazione continua invece a mostrare forti segnali di tensione su tutto il territorio nazionale.
Prima casa, motore del mercato immobiliare
L’indagine evidenzia come il principale fattore di sostegno alla domanda continui a essere l’acquisto della prima abitazione. Il 30% degli operatori individua infatti nella prima casa il segmento più importante del mercato, favorito anche da una maggiore facilità di accesso al credito.
Nel primo quadrimestre del 2026 il 35% degli operatori Fimaa ha rilevato un rallentamento dell’offerta, mentre il 54% ritiene che la disponibilità di immobili sia rimasta sostanzialmente stabile. Sul fronte dei prezzi, circa un terzo degli operatori prevede ulteriori aumenti nel corso dell’anno.
Anche il numero delle transazioni viene giudicato stabile dal 50% degli intervistati, mentre il 27% ritiene possibile una crescita delle compravendite nei prossimi mesi.
A frenare parte della domanda contribuiscono tuttavia diversi fattori economici. Tra questi spiccano i costi elevati delle ristrutturazioni, indicati dal 33% degli operatori, e la riduzione della capacità di spesa delle famiglie, legata all’aumento dei costi energetici e all’inflazione, segnalata dal 25%.
Le abitazioni di nuova costruzione continuano a rappresentare una quota limitata del mercato. Le transazioni nel segmento del nuovo si attestano intorno alle 54mila unità, pari a circa il 7% delle compravendite complessive.
Dal 2010 ad oggi, viene spiegato, i prezzi delle abitazioni nuove sono cresciuti del 30%, mentre quelli dell’usato sono calati mediamente dell’11%.
Affitti, domanda in crescita e canoni più alti
Per quanto riguarda le locazioni, Fimaa prevede una diminuzione dell’offerta disponibile e un ulteriore aumento dei canoni. Le stime indicano rincari medi compresi tra il 3 e il 4%, con incrementi più elevati per alcune tipologie contrattuali, in particolare quelle rivolte agli studenti.
Il report evidenzia che il 64% degli operatori si attende una crescita della domanda, mentre il 58% prevede una riduzione dell’offerta nei prossimi mesi.
Pur restando la formula più diffusa, la locazione di lungo periodo ha progressivamente ridotto il proprio peso sul mercato.
La casa è ancora l’investimento preferito delle famiglie
Nonostante le incertezze economiche, la casa continua a essere considerata dagli italiani il principale investimento. L’indagine segnala inoltre un interesse crescente da parte degli investitori stranieri verso il mercato residenziale italiano.