Emilia-Romagna, al via il Piano casa da 300 milioni: saranno riqualificate 5.000 abitazioni

Nuovi fondi per l'edilizia popolare: la Giunta di Bologna investe 300 milioni in ristrutturazioni ed efficientamento. Oltre 5.000 gli alloggi coinvolti.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Il Piano casa prende forma anche in Emilia-Romagna. La misura punta a mobilitare 300 milioni di euro in cinque anni per rimettere sul mercato immobiliare circa 5.000 alloggi di edilizia abitativa pubblica, tra immobili ristrutturati e nuove costruzioni. I destinatari del progetto saranno i nuclei familiari della cosiddetta fascia grigia, considerati troppo ricchi per accedere alle case popolari tradizionali ma non in grado di sostenere i costi dell’affitto sul mercato privato.

Così la Regione tende una mano alle famiglie con un Isee compreso tra 8.000 e 35.000 euro. La strategia non prevede la costruzione indiscriminata di nuovi edifici, ma punta a riqualificare gli appartamenti pubblici e gli immobili dismessi attualmente inagibili o inutilizzati.

I numeri dell’emergenza abitativa e il modello emiliano

Anche nel cuore del Nord Italia la pressione sociale sul fronte abitativo ha raggiunto livelli preoccupanti, anche se non raggiunge i livelli della Lombardia. Secondo le analisi pubblicate dall’Osservatorio Regionale del Sistema Abitativo, risultano 29.887 le domande in attesa nelle graduatorie attive dei Comuni dell’Emilia-Romagna per l’assegnazione di una casa popolare. A fronte di questo imponente fabbisogno, sul territorio si contano circa 7.000 alloggi pubblici vuoti o inagibili, resi tali per la mancanza di fondi destinati alle manutenzioni straordinarie.

Il Piano punta a coprire circa il 16% del fabbisogno totale emerso dalle graduatorie e a recuperare oltre il 70% degli alloggi inutilizzati, in un contesto di forte tensione immobiliare:

La mappatura ha consentito di creare una vera e propria banca dati regionale degli alloggi pubblici inutilizzati, pronti per essere riqualificati e riassegnati ai cittadini.

Le fonti di finanziamento e il vincolo sull’inquilino

La dote complessiva di 300 milioni di euro per il quinquennio poggia su una struttura finanziaria composita: 50 milioni arrivano dal bilancio della Regione, 50 milioni dalla riprogrammazione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e i restanti 200 milioni da un mutuo trentennale stipulato con la Banca Europea per gli Investimenti.

I lavori di ristrutturazione seguiranno una logica che evitare sprechi di risorse pubbliche:

Regole, requisiti e tempistiche del piano

La Regione Emilia-Romagna ha completato le prime manifestazioni d’interesse con gli enti locali, ponendo scadenze e criteri ben precisi per l’erogazione dei fondi e l’assegnazione delle abitazioni.

Requisiti Impatto
Tipologia immobili Alloggi Erp con costi di ristrutturazione oltre 25.000 euro; edifici da efficientare energeticamente; ex scuole e uffici dismessi. Rigenerazione del patrimonio esistente e zero sprechi di suolo pubblico.
Limiti economici Riservato ai nuclei familiari con un Isee compreso tra 8.000 euro e 35.000 euro. Sostegno alla fascia grigia esclusa dai canoni di mercato e dall’Erp.
Vincolo di avvio Inizio dei cantieri esclusivamente dopo la manifestazione d’interesse reale e il versamento della caparra dell’inquilino. Interventi mirati esclusivamente dove esiste un’effettiva domanda abitativa.
Copertura affitto Canone massimo fissato al 20% del reddito netto del nucleo familiare (circa 350 euro al mese per 70 mq). Sostenibilità economica della locazione nel lungo periodo per le famiglie.
Tempistiche Partenza dei primi cantieri a settembre e consegna delle prime case tra fine anno e inizio 2027. Completamento della riqualificazione di 5.000 alloggi nell’arco di 5 anni.

 

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