L’Agenzia delle Entrate, con le Statistiche trimestrali Omi pubblicate il 10 giugno 2026, certifica che il mercato immobiliare residenziale italiano ha aperto l’anno in accelerazione. Nei primi 3 mesi sono state comprate e vendute quasi 180mila abitazioni, il 4,4% in più dello stesso trimestre del 2025.
Cresce anche la quota di acquisti finanziati con un mutuo ipotecario, che torna al 47,8%, mentre il tasso di interesse medio sulla prima rata continua a salire e tocca il 3,6%. Le grandi città fanno meglio della media nazionale, con Torino in testa.
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Quasi 180mila case scambiate in tre mesi
Il dato esatto è di 179.654 abitazioni compravendute a livello nazionale. La crescita è omogenea: i comuni capoluogo segnano +4,1%, i non capoluoghi +4,6%.
A livello di aree geografiche, trainano il mercato:
- Nord Ovest e Sud (+5,1%);
- Isole (+4,8%);
- Centro (+4,6%);
- Nord Est (+2,2%).
Le superfici totali compravendute superano i 19 milioni di metri quadri, in aumento del 4,9%: si comprano più case e leggermente più grandi.
Prezzi delle case in aumento in tutta Italia
Il rialzo avviene proprio quando il Pil italiano cresce dello 0,8% tendenziale (secondo le ultime stime dell’Istat), il tasso di disoccupazione scende al 5,1% e l’indice di fiducia dei consumatori risale a 93,4 a maggio.
Anche i prezzi delle case sono in salita: l’indice Istat riferito al quarto trimestre 2025, l’ultimo disponibile, segnala un +4,1% su base annua, in accelerazione rispetto al +3,7% del trimestre precedente.
A spingere è il segmento dell’usato (+5,2%), che pesa per oltre il 90% delle compravendite. Le abitazioni nuove segnano invece un -1,2% tendenziale, frutto della volatilità del campione ridotto.
Dove si compra di più: Torino e Roma davanti a tutti
Le 8 grandi città italiane hanno registrato complessivamente 27.387 compravendite, +6,1% sul I trimestre 2025. Il mercato urbano torna a tirare più della media nazionale, dopo 2 anni in cui il quadro era stato l’opposto.
Di seguito la classifica per aumento percentuale.
- Torino – 3.913 abitazioni (+9,2%);
- Genova – 2.344 abitazioni (+8,7%);
- Milano – 5.896 abitazioni (+7,1%);
- Palermo – 1.748 abitazioni (+6,6%);
- Napoli – 2.087 abitazioni (+5,3%);
- Roma – 8.961 abitazioni (+5,1%);
- Bologna – 1.403 abitazioni (+3,4%);
- Firenze – 1.035 abitazioni (-2,9%).
Roma resta la prima città italiana per volumi assoluti e ha la quota più alta di acquisti con agevolazione prima casa (85,7%) e di acquisti finanziati con mutuo (61,8%).
Milano si muove su altre logiche: il 70,7% delle compravendite riguarda prime case e il 55,9% con il mutuo. La quota di nuove costruzioni è all’11,6%, la più alta tra le grandi città.
Firenze è l’unica in flessione: pesano i prezzi tra i più alti d’Italia e la pressione dell’offerta drenata dagli affitti brevi, indicata come fattore di rilievo da oltre il 65% delle agenzie del Centro e del Sud nel sondaggio congiunturale Omi.
Mutuo ipotecario in risalita a costi più alti
Gli acquisti di persone fisiche assistiti da un mutuo ipotecario sono 81.245, il 47,8% del totale contro il 45,8% di un anno prima. Si interrompe così la flessione registrata a fine 2025.
Cambia però il prezzo del finanziamento. Per la prima rata il tasso medio è al 3,62%, in crescita per il quinto trimestre consecutivo dal 3,22% del I trimestre 2025.
Il capitale complessivamente erogato sfiora gli 11,5 miliardi di euro, l’11% in più rispetto al 2025: si compra a credito più di prima e si paga di più per farlo.
Prima casa stabile, riparte il nuovo
Le compravendite con agevolazione prima casa sono oltre 123mila, pari al 72,7% degli acquisti di persone fisiche e in lieve crescita sul I trimestre 2025 (72,4%).
Per quanto riguarda le case di nuova costruzione, sono state scambiate 10.835 unità (+14,6% tendenziale, contro il +3,8% dell’esistente).
La quota di nuovo sul totale sale al 6%, mezzo punto in più di un anno fa. È il primo trimestre di vera ripresa per il segmento dopo 2 anni di rallentamento legato all’aumento dei costi di costruzione e alla fine dei principali bonus edilizi.
Il dato più rilevante in prospettiva è proprio il combinato di tassi in salita e mutui in ripresa. Con il nuovo aumento dei tassi della Bce, si spegne la speranza di una discesa significativa delle rate, almeno nel breve periodo.