Affitti brevi a Roma, dove conviene e quanto si guadagna quartiere per quartiere

Ricavi, prezzi e rendimenti degli affitti brevi a Roma: il confronto tra i quartieri e quando conviene scegliere la locazione tradizionale.

Pubblicato:

Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Il mercato degli affitti romani sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Quello che per anni è sembrato un eldorado per i proprietari di immobili oggi si rivela un modello più fragile, stretto tra un’offerta in forte crescita, costi di gestione sempre più elevati e una domanda che fatica a tenere il passo.

Le analisi di Inside Airbnb mostrano che Roma conta oggi oltre 33.000 annunci attivi sulla piattaforma, tra interi appartamenti, stanze private e strutture alberghiere.

Prezzi medi e ricavi degli affitti brevi a Roma

Nel comparto degli affitti brevi, i numeri medi aiutano a definire lo stato dell’arte della città:

Si tratta di una media cittadina che, tuttavia, nasconde forti differenze tra i quartieri. La redditività reale dipende infatti in modo diretto dalla posizione dell’immobile.

Quanto si guadagna, quartiere per quartiere

I ricavi annui medi degli affitti a Roma evidenziano un divario netto tra centro e aree periferiche:

La media generale della città si attesta a 12.794 euro annui, ma è evidente come solo alcune zone riescano a superarla in modo significativo.

Le aree migliori dove affittare

A Roma, gli affitti rendono di più nelle aree che combinano alta attrattività turistica, buoni collegamenti e un contesto residenziale di pregio.

È il caso del Centro Storico, dove la domanda resta elevata durante tutto l’anno. Lo stesso vale per Aurelia e San Giovanni, ben collegate e facilmente accessibili, oltre che per Parioli e Monteverde, caratterizzate da un contesto residenziale di pregio. In queste aree i ricavi possono superare anche del 40% la media cittadina, rendendo gli affitti brevi particolarmente competitivi.

Al contrario, nelle zone periferiche o meno turistiche i rendimenti calano sensibilmente: in quartieri come Roma delle Torri, Cassia/Flaminia e Ostia si scende sotto i 4.000 euro annui, mentre in aree come Eur, Portuense e Monte Sacro i ricavi si attestano poco sopra i 5.000 euro.

In questi contesti, il margine operativo si riduce e diventa più difficile coprire i costi legati alla gestione degli affitti brevi, rendendo il modello meno sostenibile.

Affitti brevi o affitti tradizionali, cosa conviene

Guardando solo ai ricavi, il confronto è diretto:

Il punto chiave è che gli affitti brevi premiano solo alcune zone. Dove il flusso di visitatori è alto, i ricavi superano generalmente quelli di un affitto tradizionale. Dove invece la domanda è più debole, i guadagni risultano inferiori e meno stabili.

Meglio affittare ai turisti o avere un inquilino

La scelta tra affittare a turisti o puntare su un inquilino stabile dipende soprattutto dai ricavi e dalla posizione dell’immobile. Nel Centro Storico e nelle zone a più alta domanda, gli affitti brevi risultano generalmente più convenienti, grazie a entrate superiori alla media cittadina. Nelle aree intermedie, invece, la convenienza è meno scontata e varia in base al tasso di occupazione dell’immobile durante l’anno.

Al contrario, nelle zone periferiche, dove i ricavi sono più contenuti, avere un inquilino stabile resta nella maggior parte dei casi la soluzione più vantaggiosa. In generale, a Roma gli affitti brevi restano davvero redditizi solo nelle zone più richieste. Nelle altre aree, invece, i rendimenti più bassi rendono spesso preferibile la locazione tradizionale.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963