Missoni ceduta al fondo Fsi e ai tedeschi, gli eredi lasciano il marchio di moda

L'azienda di moda Missoni è stata ceduta dagli eredi dei suoi fondatori al fondo Fsi, già socio, e al gruppo tedesco Katjes: la lettera ai dipendenti spiega la strategia di crescita

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Matteo Runchi

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Gli eredi di Ottavio e Rosita Missoni hanno annunciato, con una lettera ai dipendenti dell’azienda, che la società sarà ceduta a due nuovi proprietari. Il primo, già socio di minoranza, è il fondo italiano Fsi. Entrerà invece nelle quote del marchio di moda italiano anche il gruppo tedesco Katjes International.

Non si tratta di una scelta improvvisa, ma della conclusione di un processo che era iniziato con la morte di Ottavio Missoni nel 2013. Nella lettera, gli eredi spiegano che il management rimarrà lo stesso e che la scelta, definita “sofferta”, è stata fatta per permettere una crescita più rapida e internazionale del marchio.

La cessione di Missoni

Missoni è una casa di moda italiana fondata da Ottavio Missoni e dalla moglie, Rosita Jelmini, nel 1953. La fama internazionale del marchio si consolidò alla fine degli anni ’50, per poi crescere fino agli anni ’70. La transizione alla nuova generazione avvenne alla metà degli anni ’90, quando i figli di Ottavio e Rosita, Angela, Vittorio e Luca, presero le redini dell’azienda.

Ci sono anche Angela e Luca, insieme a Margherita, Ottavio, Jennifer, Francesco, Giacomo, Teresa, Marco, Michelangelo e Madeleine, tra i firmatari della lettera che ha comunicato ai dipendenti la cessione dell’azienda da parte della famiglia:

È una decisione importante e molto sofferta, maturata con grande senso di responsabilità per rafforzare le prospettive future della nostra amata azienda. Abbiamo la consapevolezza che Missoni sia molto più di un’impresa, è una storia di famiglia, di creatività, di passione e di impegno condiviso.

I fondatori, Ottavio e Rosita, sono morti, lui nel 2013, lei lo scorso anno. Vittorio, che aveva assunto il ruolo di responsabile commerciale dopo che i genitori si erano ritirati, è invece deceduto nel 2013, pochi mesi prima del padre, in un incidente aereo in Venezuela.

La continuità della dirigenza

Il percorso di transizione era iniziato già dalla morte di Ottavio e Vittorio, con il progressivo allontanamento degli eredi dall’azienda, che è stata affidata a dirigenti e direttori di carriera, esterni alla famiglia. Questo ha reso il passaggio di proprietà annunciato dagli eredi meno netto.

A guidare Missoni saranno ancora l’amministratore delegato Livio Proli, che sarà affiancato da una figura della nuova proprietà, Barnaba Ravenne, co-founder e co-managing partner di Fsi, che sarà presidente del nuovo Cda. L’obiettivo della cessione, come spiegato dalla lettera, è quello di sfruttare “ulteriori opportunità di crescita, sviluppo e consolidamento internazionale”.

Chi sono i nuovi proprietari di Missoni

Fsi è il nuovo azionista di maggioranza di Missoni, con il 73% delle quote. Da diversi anni, il fondo era già proprietario di una significativa minoranza delle azioni, il 41,2%, e quindi non si tratta di una realtà del tutto esterna all’azienda. Fsi è un fondo di investimento che gestisce asset per 3 miliardi di euro, guidato da Maurizio Tamagnini, già dirigente di STMicroelectronics e Bank of America.

Nuovo partner di minoranza è invece Katjes International, holding tedesca di proprietà delle famiglie Bachmüller e Fassin. Anche se il core business della società è nel settore dei dolci (in Italia controllano Sperlari, che produce i marchi Saila e Dietorelle), attraverso Katjes Quiet Luxury, sta diversificando i suoi investimenti nel settore della moda. Missoni non è il primo acquisto di questo tipo da parte di Katjes: nel 2025 ha infatti preso il controllo del marchio di abbigliamento sportivo tedesco Bogner.

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