Nelle cantine italiane risultano a oggi presenti oltre 41 milioni di ettolitri di vino, il 14,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo confermano i dati del report Cantina Italia, pubblicati dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) il 9 ottobre 2026.
Tuttavia, dall’analisi emerge una distribuzione delle giacenze tutt’altro che equilibrata. Nonostante i circa 23.600 operatori sparsi in tutta la penisola, infatti, oltre il 57% delle scorte di vino si concentra solo in alcune regioni.
Indice
La classifica delle regioni italiane con più scorte di vino
Al 30 settembre 2026, il Veneto è la regione italiana con il maggior quantitativo di vino in giacenza. Con oltre 10,2 milioni di ettolitri, questo territorio beneficia del peso delle produzioni legate al Prosecco e di altre importanti denominazioni. Le cantine qui primeggiano in quanto a scorte soprattutto se si considera la distanza rispetto alle altre regioni. Basti pensare che la Toscana, seconda in classifica, si ferma a circa 5,1 milioni di ettolitri. Le sue scorte sono per la maggior parte dei casi produzioni a denominazione di origine protetta. I vini Dop nelle cantine – tra cui Chianti e Chianti Classico – raggiungono infatti i 3.228.140 ettolitri, mentre quelli a indicazione geografica protetta (Igp) risultano essere in quantità pari a 1.498.107 ettolitri.
A seguire, in graduatoria, si posizionano:
- Emilia-Romagna, con 3.914.062 ettolitri;
- Puglia, con 3.913.879 ettolitri;
- Piemonte, con 3.731.848 ettolitri;
- Sicilia, con 2.717.353 ettolitri;
- Abruzzo, con 2.137.462 ettolitri;
- Lombardia, con 2.076.504 ettolitri;
- Trentino Alto Adige, con 2.056.085 ettolitri;
- Friuli Venezia Giulia, con 1.609.827 ettolitri;
- Campania, con 907.804 ettolitri;
- Marche, con 756.033 ettolitri;
- Lazio, con 610.229 ettolitri.
Chiudono la classifica:
- Sardegna, con 443.844 ettolitri;
- Umbria, con 428.210 ettolitri;
- Calabria, con 138.369 ettolitri;
- Basilicata, con 125.935 ettolitri;
- Molise, con 103.111 ettolitri;
- Liguria, con 43.036 ettolitri;
- Valle d’Aosta, con 26.797 ettolitri.
Nord vs Sud: dove si concentra il vino italiano?
Nel complesso:
- il Nord detiene 23.669.334 ettolitri di vino, pari al 57,7% delle giacenze nazionali;
- il Sud Italia custodisce invece 7.326.560 ettolitri, pari al 17,9% del totale (una quota sostenuta soprattutto dalla Puglia, dalla Sicilia e dall’Abruzzo);
- il Centro raggiunge 6.883.017 ettolitri, equivalenti al 16,8%, grazie soprattutto alla Toscana;
- le Isole, considerate separatamente, totalizzano 3.161.198 ettolitri, pari al 7,7%, con la Sicilia davanti alla Sardegna.
Le province con più giacenze
Il primato del Veneto è confermato anche dall’analisi provinciale. Infatti:
- Treviso è la provincia con le maggiori scorte, con 4.603.697 ettolitri (l’11,2% delle giacenze nazionali);
- segue Verona, con 3.498.991 ettolitri (l’8,5% delle giacenze nazionali).
Le due province, da sole, superano gli 8,1 milioni di ettolitri, una parte determinante delle giacenze regionali. Treviso è particolarmente rilevante per la filiera del Prosecco, mentre Verona ospita importanti produzioni, tra cui quelle della Valpolicella.
A completare la top 10 delle province con più vino in cantina troviamo:
- Cuneo, con 2.049.103 ettolitri (5,0%);
- Siena, con 2.006.479 ettolitri (4,9%);
- Chieti, con 1.692.443 ettolitri (4,1%);
- Trento, con 1.573.382 ettolitri (3,8%);
- Firenze, con 1.446.390 ettolitri (3,5%);
- Trapani, con 1.287.099 ettolitri (3,1%);
- Ravenna, con 1.066.414 ettolitri (2,6%);
- Brescia, con 967.984 ettolitri (2,4%).
Quali vini sono più presenti nelle cantine italiane
Oltre alla distribuzione geografica, il report permette di comprendere quali tipologie di vino costituiscono la maggior parte delle giacenze nazionali. E in questo caso:
- la componente più consistente è rappresentata dai vini Dop, con 23.292.160 ettolitri, pari al 56,8% del totale;
- seguono i vini Igp, con 10.384.623 ettolitri, equivalenti al 25,3%;
- i vini da tavola e gli altri vini raggiungono 6.665.192 ettolitri, ossia il 16,2%, mentre i vini varietali rappresentano una quota marginale, pari all’1,7%, con 698.135 ettolitri.
Anche all’interno delle singole categorie:
- tra i vini Dop, i rossi raggiungono 12.133.807 ettolitri, i bianchi 10.435.195 ettolitri e i rosati 723.158 ettolitri;
- per i vini Igp, i rossi ammontano a 5.872.466 ettolitri, i bianchi a 4.098.514 ettolitri e i rosati a 413.642 ettolitri.
Cosa succede se il vino in cantina non viene venduto?
Un accumulo di vino nelle cantine non è necessariamente una cattiva notizia in assoluto, ma rappresenta un campanello d’allarme. Numeri a confronto, se si tiene conto del fatto che al 30 settembre 2025 le giacenze di vino in Italia ammontavano a 35.952.457 ettolitri, rispetto ai 41.040.109 ettolitri di quest’anno l’incremento delle scorte è stato oltre 5 milioni di ettolitri (+14,2%) nel 2026.
Per il settore vitivinicolo, un aumento delle giacenze richiede attenzione perché può influire sull’equilibrio tra disponibilità di prodotto, domanda e prezzi. Questi dati, da soli, non sono però sufficienti per concludere che esista un eccesso strutturale di offerta. Tutto dipende infatti anche dalle vendite, le esportazioni, i prezzi medi, i volumi della nuova produzione e le prospettive dei diversi segmenti di mercato.
Quando il vino non riesce a trovare sbocchi commerciali e le bottiglie o i grandi contenitori restano pieni, la filiera si trova a fronteggiare criticità come costi di gestione e una conseguente erosione dei margini di guadagno che spesso costringe i produttori a svendere il prodotto per fare cassa, con il rischio di svalutare l’intera denominazione.