La Commissione europea ha diffuso alcuni dati sul consumo di alcolici in Ue nel 2025, che mostrano una netta riduzione della diffusione di queste bevande. Solo il 4,8% degli europei beve almeno una volta al giorno, il 19,2% una volta a settimana, e il 21,8% almeno una volta al mese. Il 20,7% beve più raramente di una volta al mese mentre il 33,5% non beve alcolici.
Sono i giovani la categoria che beve di meno. Le percentuali di chi beve alcolici una volta al giorno tra chi ha meno di 34 anni sono irrisorie. Questa tendenza viene spesso spiegata con un cambiamento culturale, allegando anche i dati sulla crescita del settore Low-Zero Alcohol. Ma esiste anche un fattore economico che sta spingendo i giovani ad allontanarsi da vino e birra.
Indice
La crisi degli alcolici in Europa
Questa rilevazione della Commissione non è semplice da paragonare ad altri dati, perché non è periodica. L’unico dato simile è però comunque utile, perché proviene dal 2019, anno ancora non influenzato dalla pandemia da Covid-19 e in cui il mercato europeo degli alcolici sembrava ancora in salute. Allora, il 9,5% degli europei beveva almeno una volta al giorno.
La crisi degli alcolici in Europa è ormai appurata da anni, qualsiasi siano le ragioni. Non tutte le bevande, però, stanno reagendo allo stesso modo.
Il vino è l’alcolico più in crisi
L’Oiv, organizzazione internazionale dei produttori di vino e dei viticoltori, ha stimato che proprio nel 2025 in Europa siano stati consumati 100,6 milioni di ettolitri di vino, in calo del 3,1% rispetto al 2024. Se si va indietro ancora di un anno, si trova un altro calo del 2,8% nei consumi.
Qui si incontra un problema che emergerà spesso nelle stime della crisi dei consumi di alcolici: la pandemia. I dati tra il 2020 e il 2022 sono soggetti a enormi fluttuazioni che dipendono dalle misure restrittive applicate durante il periodo di diffusione del Covid-19. Sono quindi di fatto inutili a ricostruire l’andamento della crisi.
Se si va al 2019, invece, si trova un dato nettamente più alto nei consumi: 128 milioni di ettolitri, in linea con gli anni precedenti ma con aumenti importanti in tutti i principali Paesi. Il risultato di questo calo dei consumi si vede sul valore delle vendite:
- nel 2019 le vendite di vino in Europa valevano 160 miliardi di euro;
- nel 2025 le vendite di vino in Europa valevano 168 miliardi di euro.
A prima vista sembra che ci sia una crescita, ma in realtà è soltanto un aumento nominale. Tra 2019 e 2025 c’è stata un’inflazione del 20% circa. I consumi, di fatto, si sono quindi molto ridotti anche in valore.
Le difficoltà di birra e spirits
Anche birra e superalcolici (spirits) stanno risentendo della crisi:
- i consumi di birra sono calati del 3,2% nel 2025 e del 9,2% dal 2019 secondo Brewers of Europe;
- gli spirits, su cui i dati sono più frammentati, sono calati in volume del 4% nel 2024.
Se nel 2019 il mercato europeo degli alcolici valeva 255 miliardi di euro, nel 2025 è arrivato a 280 miliardi di euro, una crescita nominale del 9,8% a fronte di un’inflazione attorno al 20%.
La crescita del settore Low-Zero Alcohol
Sempre tra il 2019 e il 2025 c’è stata invece una crescita molto netta del settore cosiddetto Low-Zero Alcohol (NoLo), le bevande analcoliche espressamente pensate per sostituire quelle alcoliche:
- nel 2019 il settore NoLo valeva circa 6 miliardi di euro;
- nel 2025, dopo anni di grande crescita, è arrivato a 10 miliardi di euro.
Da questa dinamica, calo delle vendite degli alcolici e aumento delle bevande NoLo, e da diverse indagini, si è sviluppata la teoria del cambiamento culturale per spiegare il declino di vino e birra. I giovani bevono meno, prevalentemente per ragioni di salute e, appunto, culturali, preferendo bevande analcoliche.
Mancano parecchi soldi al mercato delle bevande
Al netto dell’inflazione, le vendite di alcolici in Europa sono calate di 30 miliardi di euro all’anno tra il 2019 e il 2025. Nello stesso periodo, sempre al netto dell’inflazione, il settore NoLo ha venduto 2,7 miliardi di euro in più.
Anche considerando i cambiamenti culturali, sono spariti dal mercato delle bevande 27,3 miliardi di euro. Cifra consolidata dal fatto che, sostanzialmente, il mercato dei soft drinks è rimasto stabile. È quindi evidente che parte della spesa una volta dedicata alle bevande è stata diretta altrove.