Sanità, rinnovo in arrivo per i dirigenti: aumento medio da 560 euro al mese

Rinnovo del contratto per i dirigenti della sanità pubblica: aumento medio da 560 euro lordi al mese. Risorse per 968 milioni

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Per i dirigenti della sanità pubblica si avvicina la firma del rinnovo contrattuale 2025-2027. L’intesa riguarda circa 138mila dirigenti, in gran parte medici, e prevede risorse complessive per 968 milioni di euro. L’aumento medio a regime sarà di circa 560 euro lordi al mese. Si tratta del primo rinnovo di un’area della dirigenza pubblica relativo al nuovo triennio contrattuale.

Quanto aumentano gli stipendi dei dirigenti sanitari

L’incremento medio previsto a regime è di circa 560 euro lordi mensili. Di questa cifra, circa 393 euro derivano dalle risorse destinate agli aumenti contrattuali di base. È la traduzione, per la dirigenza sanitaria, dell’incremento del 5,4% previsto per il pubblico impiego.

La parte restante, pari a circa 167 euro medi al mese, è collegata alle risorse aggiuntive destinate alle indennità. L’effetto sulle singole buste paga non sarà uguale per tutti. Gli importi potranno variare in base al trattamento economico di ciascun dirigente e alla composizione delle diverse voci retributive.

Aumenti graduali fino al 2027

Gli aumenti non saranno riconosciuti subito nella misura definitiva. Come previsto per i rinnovi del triennio 2025-2027, l’applicazione sarà progressiva. L’ultimo passaggio della crescita retributiva, pari al 33% dell’incremento complessivo, scatterà dal 1° gennaio 2027. Da quella data gli aumenti raggiungeranno il valore previsto a regime. La trattativa arriva alla fase finale poco più di sette mesi dopo la firma definitiva del precedente contratto 2022-2024, sottoscritto all’Aran il 27 febbraio.

Il nuovo contratto introduce anche un meccanismo per aumentare le retribuzioni di posizione in base all’esperienza professionale. Il percorso potrà partire dal terzo anno e sarà subordinato a una valutazione non negativa.

L’intesa interviene inoltre sull’utilizzo dei residui dei fondi destinati alla contrattazione integrativa. Queste risorse potranno essere indirizzate al welfare aziendale, rafforzando uno strumento già presente in altri rinnovi contrattuali. Il ricorso al welfare resta comunque legato ai limiti previsti dalle norme di finanza pubblica.

Aggressioni, supporto psicologico e ferie

Nel nuovo contratto entrano anche misure già sperimentate in altri comparti del pubblico impiego. Tra queste ci sono il supporto psicologico e il patrocinio legale per i dirigenti vittime di aggressioni, sulla scia delle tutele previste per il personale infermieristico.

Un altro punto riguarda il riconoscimento delle indennità durante i periodi di ferie. Il tema interessa l’intero pubblico impiego dopo alcune pronunce giudiziarie che hanno messo in discussione le precedenti limitazioni. Per chiudere definitivamente il contenzioso potrebbe servire un intervento legislativo. La firma del contratto dei dirigenti della sanità dovrebbe arrivare con un’ampia condivisione tra le organizzazioni sindacali.

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