Rinnovo contratto enti locali, aumenti e arretrati nella busta paga di marzo 2026

Firmato il rinnovo contrattuale: previsti aumenti di stipendio per i funzionari e per i dirigenti della Pa, con arretrati a marzo 2026

Pubblicato:

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

Dopo mesi di trattative e una lunga fase di confronto tra l’Aran (Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni) e le organizzazioni sindacali, arriva la firma definitiva del nuovo Contratto collettivo nazionale di lavoro per il comparto Funzioni locali e per i dirigenti di Comuni e Regioni. Si tratta di un passaggio atteso da oltre 400mila funzionari degli enti locali e da circa 13mila dirigenti, che vedranno finalmente riconosciuti aumenti retributivi e arretrati significativi già a partire dalla busta paga di marzo 2026.

Aumenti per i funzionari di 140 euro lordi al mese

Il rinnovo contrattuale per i funzionari degli enti locali prevede un aumento medio mensile lordo di 136,76 euro per tredici mensilità. Tale incremento corrisponde a un +5,78% calcolato sul monte salari del 2021. A questa percentuale si aggiunge un ulteriore +0,22% destinato al trattamento accessorio. Nel complesso, dunque, l’aumento medio si attesta intorno ai 140 euro lordi mensili.

L’obiettivo dichiarato è anche quello di proteggere il potere d’acquisto degli stipendi e di ridurre il divario storico tra le retribuzioni del comparto Funzioni locali e quelle delle amministrazioni centrali, tradizionalmente più elevate.

Per i dirigenti un aumento di 444 euro lordi al mese

Con il rinnovo del Ccnl vengono riconosciuti aumenti anche alla dirigenza locale, pari a un incremento medio lordo di 444 euro mensili.

Inoltre, per gli incarichi di elevata qualificazione (Eq), ovvero quelli conferiti a personale inquadrato nell’area dei funzionari (ex categoria D), il tetto della retribuzione di posizione passa da 18mila a 22mila euro.

Fino a 2.300 euro di arretrati: a chi spettano

Oltre agli aumenti strutturali, per funzionari e dirigenti sono in arrivo anche gli arretrati, che saranno erogati con la busta paga di marzo 2026 e che spettano per il periodo di vacanza contrattuale compreso tra il 1° gennaio 2022 e la data di entrata in vigore del nuovo accordo.

Gli importi una tantum vengono corrisposti per coprire il differenziale retributivo non percepito durante i mesi di attesa del rinnovo. Per i dirigenti di Comuni e Regioni, tali somme possono raggiungere fino a 2.300 euro lordi a seconda dell’anzianità di servizio e della specifica posizione ricoperta nel triennio di riferimento.

Per il personale con incarichi di elevata qualificazione, l’ammontare degli arretrati viene calcolato invece proporzionalmente al valore di indennità di posizione e di indennità di risultato stabilite dal singolo ente di appartenenza, in conformità con le tabelle retributive.

Le altre novità normative con il rinnovo del Ccnl

Il nuovo Ccnl non interviene esclusivamente sulla parte economica. Una parte del rinnovo riguarda infatti l’organizzazione del lavoro e la conciliazione vita-lavoro.

Tra le principali novità, ci sono l’introduzione della possibilità di settimana lavorativa di 4 giorni, mantenendo però le 36 ore complessive, il rafforzamento dello smart working per caregiver e lavoratori fragili, con un numero maggiore di giornate da remoto, da definire in sede di contrattazione integrativa e il riconoscimento dei buoni pasto anche nelle giornate svolte in modalità agile.

Nuovo Ccnl 2025-2027: altri aumenti in arrivo

Con la firma del contratto attuale si apre ora la trattativa per il triennio 2025-2027. Il nuovo Ccnl delinea infatti un percorso di crescita salariale già pianificato, con incrementi a tappe che si svilupperanno nei prossimi anni.

Il piano degli aumenti, secondo i dati definiti dall’Aran, prevede una progressione costante. Si parte da un primo adeguamento di 45 euro (calcolato su tredici mensilità) a partire dal 1° gennaio 2025 e di 92,2 euro a partire dal 1° gennaio 2026. Un ulteriore scatto è previsto nel 2027, con un aumento a regime di 150 euro previsto entro il 31 dicembre dello stesso anno.

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