Migliori università italiane, la classifica Censis dell’anno accademico 2026/2027

La nuova classifica Censis valuta gli atenei statali e non attraverso strutture, servizi agli studenti, borse di studio e occupabilità

Pubblicato:

Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

È stata pubblicata la nuova Classifica Censis delle Università italiane 2026/2027, il ranking annuale che mette a confronto gli atenei statali e non statali sulla base di numerosi indicatori.

L’indagine, realizzata dal Censis, prende in esame strutture disponibili, servizi erogati, borse di studio e interventi per gli studenti, livello di internazionalizzazione, comunicazione e servizi digitali e occupabilità. Alla graduatoria generale si affiancano anche le classifiche della didattica per lauree triennali, corsi a ciclo unico e lauree magistrali biennali.

Università italiane, crescono le immatricolazioni

Complessivamente sono state elaborate 70 graduatorie, utilizzando oltre 960 variabili, con l’obiettivo di offrire agli studenti e alle famiglie uno strumento di orientamento nella scelta del percorso universitario.

Uno dei dati principali che emerge dall’analisi riguarda la crescita degli studenti che scelgono l’università: tra l’anno accademico 2015-2016 e il 2025-2026, gli immatricolati negli atenei tradizionali sono aumentati del 19,8%. Anche nell’ultimo anno disponibile il numero delle nuove iscrizioni sembra mantenere un andamento positivo, con un incremento dello 0,9%. La crescita non è però uniforme su tutto il territorio nazionale.

Gli atenei del Centro Italia registrano l’aumento maggiore delle immatricolazioni, pari al +2,3%. Seguono:

Chi arriva all’università

La maggioranza degli immatricolati continua ad arrivare dai licei, ma il dato va diminuendo di anno in anno.

Nell’anno accademico 2025-2026 i diplomati liceali rappresentano il 57,9% dei nuovi studenti universitari. Dieci anni prima erano il 68,4%.

Tra gli altri gruppi:

Proprio gli studenti con titolo di studio conseguito all’estero mostrano una crescita significativa: dieci anni fa rappresentavano il 2,5% degli immatricolati.

Circa il 70% degli studenti internazionali proviene da Paesi extraeuropei. Le principali aree di provenienza sono Asia (30,6%) e Africa (28,3%).

Mega atenei statali

Tra gli atenei statali con oltre 40.000 iscritti, l’Università di Padova conferma il primo posto con un punteggio complessivo di 91,2.

La graduatoria dei mega atenei vede:

Grandi atenei statali

Nella categoria degli atenei con un numero di iscritti compreso tra 20.000 e 40.000, resta in testa l’Università della Calabria con 91,7 punti.

La classifica:

Tra le posizioni successive figurano Salerno, Milano Bicocca, Roma Tor Vergata, Chieti-Pescara, Genova e Modena e Reggio Emilia e così via.

Medi atenei statali

Tra le università con 10.000-20.000 iscritti la situazione è questa: l’Università di Sassari sale al primo posto con un punteggio di 93,2, seguita dalla Politecnica delle Marche con 92,8. Bene anche:

Piccoli atenei statali, Camerino leader

Tra gli atenei con meno di 10.000 iscritti, l’Università di Camerino mantiene la prima posizione con un punteggio complessivo di 95,3.

La graduatoria:

Chiudono la classifica l’Università del Molise e l’Università di Napoli L’Orientale.

Politecnici, Milano ancora al top

Nel gruppo dei Politecnici domina Milano, anche quest’anno.

La classifica:

Università non statali: Luiss, Bocconi e Cattolica ai vertici

Tra i grandi atenei non statali, con oltre 10.000 iscritti, la prima posizione va ancora alla Luiss Guido Carli con 95,8 punti.

Seguono:

Tra gli atenei non statali medi guida la Lumsa con 89,2 punti, davanti a Iulm.

Tra i piccoli atenei non statali resta prima la Libera Università di Bolzano con 95,8 punti.

Altre classifiche

Sul sito del Censis sono disponibili le classifiche dedicate ai diversi gruppi disciplinari delle lauree triennali, dei corsi magistrali a ciclo unico e delle lauree magistrali biennali, insieme alla metodologia utilizzata per elaborare il ranking.

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