Lidl, aumento degli stipendi e più welfare con il nuovo contratto integrativo

Il nuovo contratto integrativo Lidl prevede un premio da 650 euro, più congedi parentali e altre novità per il welfare aziendale

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Lidl Italia e i sindacati hanno siglato il nuovo contratto integrativo aziendale. Nelle prossime settimane l’ipotesi di accordo sarà sottoposta all’approvazione dei lavoratori Lidl. Uno dei punti di maggiore interesse riguarda il riconoscimento di un premio fisso annuale di 650 euro.

L’intesa riguarda una delle realtà più rilevanti della grande distribuzione organizzata in Italia, con oltre 780 punti vendita, 12 centri logistici e un esercito di 23.000 dipendenti.

In cosa consiste il nuovo contratto integrativo Lidl

L’accordo fra i sindacati e Lidl Italia, che è parte del gruppo tedesco Schwarz presente in Italia dal 1992, arriva in seguito a diverse iniziative di lavoratori e sindacati, fra cui anche alcuni scioperi.

Come rivendicano le sigle Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, sul piano delle relazioni sindacali viene istituito un sistema strutturato di confronto a livello territoriale, con particolare attenzione alla verifica della corretta applicazione delle norme sull’organizzazione del lavoro.

Viene poi definita una programmazione dei turni su base quadrisettimanale, che garantirà maggiore prevedibilità e migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Novità anche per il lavoro domenicale: viene introdotto un modello trimestrale di organizzazione delle presenze in servizio, mantenendo invariata la maggiorazione del 135% rispetto al 30% previsto dal Ccnl Tds Confcommercio. Si garantisce poi la retribuzione di un ventiseiesimo in più in caso di prestazioni superiori alle 4 ore lavorative. Le maggiorazioni per il lavoro notturno vengono innalzate fino al 50% anche per quei lavoratori precedentemente esclusi dal sistema applicato unilateralmente dall’azienda, che comunque sarà recepito dal contratto integrativo.

C’è poi l’innalzamento del part time minimo a 25 ore settimanali, misura che dovrebbe consentire entro 2 anni l’aumento dell’orario per circa 2.000 lavoratori, così da ridurre il fenomeno del part time involontario, cioè il lavoro part time accettato per necessità da chi in realtà avrebbe preferito lavorare full time.

Del premio fisso annuale di 650 euro si è già accennato: la misura non sarà riproporzionata all’orario di lavoro e 500 euro saranno previsti in buoni spesa mentre i rimanenti 150 euro saranno inseriti direttamente in busta paga.

Viene inoltre riconosciuto il quarto livello per tutti gli addetti dei magazzini precedentemente inquadrati al quinto.

Più welfare aziendale

L’accordo va poi a implementare il welfare aziendale: i diritti relativi alla genitorialità, ai congedi e all’assistenza in casi gravi vengono estesi alle unioni civili e alle coppie di fatto.

Sono migliorati i congedi parentali e le aspettative per genitorialità. Viene istituito un congedo di paternità retribuito al 100% fino a 15 giorni. Viene ampliato il fondo di assistenza sanitaria integrativa.

Viene previsto un buono spesa di 100 euro per la nascita di ogni figlio. Sono introdotti orari agevolati per l’inserimento al nido, alla scuola dell’infanzia e alla prima elementare.

È inoltre prevista l’aspettativa fino a guarigione clinica per malattie gravi, l’estensione a 240 giorni del periodo di comporto per lavoratori con disabilità certificata, il rafforzamento dei permessi per lutto e l’introduzione di un sistema di ferie solidali.

Il commento dei sindacati

L’accordo è stato accolto con soddisfazione da Filcams Cgil, Fisascat Cisl. Questo il commento delle sigle:

Questo accordo rafforza salario, diritti e qualità del lavoro e migliora l’organizzazione dei turni. È il frutto della determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno sostenuto con forza la vertenza e di un confronto che ha saputo tradurre le mobilitazioni in risultati concreti. Ora si apre una nuova fase di relazioni industriali che dovrà consolidare e dare piena attuazione agli impegni assunti.

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