Il rinnovo del contratto della Sanità per il triennio 2025-2027 si avvicina: dopo gli accordi raggiunti negli ultimi mesi per altri comparti del pubblico impiego, è il momento di infermieri, personale sanitario e amministrativo.
L’obiettivo dichiarato è arrivare alla firma entro l’estate, così da consentire l’erogazione degli aumenti prima di Natale.
Indice
Aumenti fino a 240 euro al mese per gli infermieri
L’intesa riguarda oltre 592mila lavoratori e prevede aumenti degli stipendi e nuove risorse per le indennità, oltre al pagamento degli arretrati maturati.
L’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto della Sanità prevede un incremento medio complessivo a regime di 209 euro lordi mensili, di cui 145 euro derivanti dalle risorse ordinarie.
Per l’intero comparto l’aumento retributivo sul triennio 2025-2027 è pari al 7,76%. Per alcune categorie, in particolare gli infermieri, la crescita supera invece l’8%, con aumenti che arrivano fino a 240 euro lordi medi al mese.
A questi importi si aggiunge l’incremento dell’indennità specifica destinata al personale dei pronto soccorso, che vale 100 euro in più.
Arretrati fino a 2.300 euro
Oltre agli aumenti mensili, come detto, il rinnovo del contratto prevede anche il pagamento degli arretrati.
Per un infermiere, considerando anche le indennità di specificità infermieristica, è prevista una una tantum di 2.300 euro dopo la firma definitiva del contratto.
Sull’intera platea dei lavoratori interessati dalla trattativa, l’arretrato medio stimato è pari a 1.226 euro.
Le risorse stanziate per il contratto
Per finanziare il rinnovo del contratto della Sanità 2025-2027 la legge di Bilancio ha previsto, dal 1° gennaio 2027, risorse ordinarie pari a 1 miliardo e 537 milioni di euro.
A queste si aggiungono ulteriori finanziamenti destinati alle indennità:
- 445 milioni di euro per l’indennità di specificità infermieristica;
- 193 milioni di euro per l’indennità di tutela del malato;
- 35 milioni di euro per il personale che opera nei pronto soccorso.
Quando arriveranno gli aumenti
La volontà del Governo è concludere rapidamente tutti i rinnovi contrattuali del pubblico impiego. Dopo gli accordi che hanno interessato scuola, comparto Sicurezza e Difesa, Funzioni centrali e Funzioni locali, ora la trattativa sulla Sanità è arrivata al dunque. Come detto, i soldi in più dovrebbero arrivare per Natale, se la tabella di marcia verrà rispettata.
Gli altri rinnovi del pubblico impiego
Negli ultimi due mesi sono stati definiti o avviati diversi rinnovi contrattuali. Per il comparto Istruzione e Ricerca, gli aumenti medi sono pari a 143 euro lordi mensili, mentre gli arretrati stimati variano da 633 euro per il personale Ata fino a 1.253 euro per il personale degli enti di ricerca.
Per il comparto Funzioni centrali, che coinvolge circa 200mila dipendenti, l’ipotesi di contratto prevede un aumento medio di 161 euro lordi al mese.
Nel comparto Funzioni locali sono previsti aumenti medi di 141 euro lordi mensili, che salgono a 152 euro per i dipendenti comunali.
Infine, per il comparto Sicurezza e Difesa è stato raggiunto un accordo che introduce 188 euro lordi mensili in più e una una tantum di quasi 2.500 euro per gli arretrati.
Il piano del Governo per la Sanità
Queste le parole del ministro della Salute Orazio Schillaci – citate dal Secolo d’Italia – che ha previsto nella Legge di Bilancio 2027 un miliardo in più di finanziamento del Fondo sanitario nazionale:
Continueremo a investire sulla sanità. Vogliamo retribuire ancora meglio medici e infermieri. E assumerli proseguendo l’impegno prefissato con la precedente manovra andando a coprire soprattutto le aree con più carenti. Vogliamo finanziare il Piano sanitario nazionale, che in Italia manca da ben 20 anni, e gli ospedali di terzo livello, quelli di eccellenza. Continueremo a investire nella salute mentale e nella prevenzione, senza la quale il sistema, con l’invecchiamento della popolazione, non regge. E intendo intervenire sul fronte dell’Alzheimer, a favore di una fascia di pazienti fragilissima che merita attenzione.