Ccnl Difesa, ok a stipendi più alti e 2.400 euro di arretrati per le Forze dell’Ordine

La trattativa per il comparto Difesa e Sicurezza va verso la chiusura: circa 100 euro netti in più al mese e un tavolo dedicato alle pensioni

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Arrivano aumenti in busta paga e arretrati fino a 2.400 euro per il personale del comparto Difesa e Sicurezza. La trattativa per il rinnovo del Ccnl procede infatti verso la fase conclusiva e porta con sé importanti novità economiche per migliaia di lavoratori delle Forze dell’Ordine. A questi benefici, inoltre, si aggiunge l’impegno del governo ad aprire un tavolo tecnico dedicato alla previdenza del comparto, uno dei temi più sentiti dalle organizzazioni sindacali e dal personale.

Di quanto aumenta lo stipendio delle Forze dell’Ordine

Secondo quanto emerso nel corso della trattativa, gli agenti e gli operatori delle qualifiche iniziali potranno beneficiare di un incremento netto di circa 100 euro mensili. La scelta è stata condivisa tra governo e rappresentanze del comparto, che hanno deciso di destinare circa il 90% delle risorse disponibili al trattamento economico fisso e continuativo.

Invece, cioè, di distribuire maggiori risorse sulle indennità accessorie, gli investimenti si concentreranno sulla retribuzione base. Infatti, gli aumenti diventano permanenti in busta paga e, in prospettiva, incidono anche sul trattamento pensionistico in futuro.

Inoltre, cambia il sistema utilizzato per calcolare gli stipendi, grazie all’aggiornamento del cosiddetto punto parametrale previsto dal Ccnl, che rappresenta l’unità di misura base su cui vengono stabilite le retribuzioni a seconda del grado e del ruolo.

Con il nuovo accordo, questo valore di riferimento salirà a 207,51 euro a partire dal 2027, con un incremento complessivo del 6,14%. La sua crescita porterà a un aumento progressivo delle buste paga di tutto il personale, con benefici distribuiti in modo proporzionale in base alla qualifica e alle responsabilità di ciascuno.

Secondo quanto dichiarato dal ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, gli accordi relativi al triennio 2025-2027, sommati a quelli sottoscritti per il triennio 2022-2024 appena un anno e mezzo fa, consentiranno alle qualifiche iniziali di beneficiare di un incremento netto cumulato di circa 200 euro mensili.

Arretrati medi da 2.400 euro

Il rinnovo del contratto prevede anche il pagamento degli arretrati accumulati durante il periodo di attesa della firma (il cosiddetto periodo di vacanza contrattuale). La cifra media prevista è di circa 2.400 euro per ciascun operatore del comparto Difesa e Sicurezza.

Tuttavia, l’importo effettivo varierà in base alla qualifica, all’anzianità di servizio, alla posizione economica e ai mesi interessati dagli adeguamenti contrattuali. Per esempio, un agente di polizia o un militare entrato in servizio da poco riceverà una cifra inferiore rispetto a un collega con molti anni di esperienza o con un grado più elevato, come un ispettore o un ufficiale.

Allo stesso modo, chi ha lavorato per tutti i mesi di attesa del contratto prenderà l’importo pieno, mentre chi è andato in pensione o è stato assunto di recente riceverà una somma proporzionata solo ai mesi effettivamente prestati in quel periodo.

Nasce il tavolo tecnico interministeriale

Durante il confronto, il governo ha assunto un impegno formale e scritto a istituire, entro 90 giorni dalla sottoscrizione degli accordi, un tavolo tecnico interministeriale dedicato esclusivamente alle pensioni del comparto Difesa e Sicurezza. L’obiettivo sarà quello di individuare soluzioni specifiche ai problemi previdenziali che interessano il personale delle Forze dell’Ordine e delle amministrazioni coinvolte.

Più tutele per genitorialità e diritto allo studio

Nel nuovo contratto ci sarà infine spazio per il rafforzamento delle misure dedicate:

Restano invece aperte alcune criticità, poiché le risorse disponibili non consentono, almeno in questa fase, una rivalutazione delle indennità operative, del lavoro straordinario, delle missioni e dei buoni pasto. Il governo ha però annunciato che, con la prossima Legge di Bilancio 2027, valuterà lo stanziamento di nuovi fondi per finanziare eventuali aumenti delle voci accessorie dello stipendio.

Il negoziato non è ancora concluso. Nei prossimi giorni il confronto proseguirà con le componenti militari del comparto, ultimo passaggio prima della definizione dell’ipotesi di accordo finale.

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