Aumento di stipendi per i dipendenti pubblici delle Funzioni centrali, gli importi

Il prossimo rinnovo del Ccnl stanzia miliardi per adeguare gli stipendi pubblici all'inflazione, introducendo tutele sull'AI e permessi orari

Pubblicato:

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

Il rinnovo dei contratti pubblici torna al centro dell’agenda politica e sindacale, e porta con sé segnali importanti anche per i dipendenti delle Funzioni centrali. Sul tavolo trattative, attualmente in corso, un nuovo aumento salariale atteso per i lavoratori della Pubblica Amministrazione, insieme a novità rilevanti sul piano normativo, organizzativo e tecnologico.

Di quanto aumentano gli stipendi delle Funzioni centrali

Il rinnovo del contratto collettivo nazionale per il triennio 2025-2027 prevede di riconoscere aumenti fino a 208,80 euro lordi mensili ai lavoratori delle Funzioni centrali.

Nello specifico, la rimodulazione degli stipendi è stata definita in base alle diverse aree di inquadramento professionale. Sono previsti aumenti:

Questi numeri non sono casuali, ma derivano dalle risorse stanziate nelle ultime Leggi di Bilancio, che hanno messo sul piatto circa 30 miliardi di euro complessivi tra il 2023 e il 2024 per il rinnovo dei contratti pubblici, con l’obiettivo di recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione e garantire continuità contrattuale dopo anni di ritardi.

Chi riceverà di più in busta paga

Quando si parla di aumenti contrattuali per il settore delle Funzioni centrali, ci si riferisce a una platea di circa 200.000 lavoratori dipendenti che fanno parte di:

Intelligenza artificiale nella Pubblica amministrazione

Il rinnovo contrattuale non riguarda soltanto la componente economica. Una parte fondamentale della trattativa è dedicata all’evoluzione del rapporto di lavoro, che riflette i cambiamenti profondi già in atto nella pubblica amministrazione.

Uno dei temi più innovativi è senza dubbio quello legato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Sempre più amministrazioni stanno adottando sistemi algoritmici per organizzare il lavoro: assegnazione dei turni, gestione dei carichi, monitoraggio delle performance.

Il nuovo contratto introduce però il principio secondo cui l’AI non potrà mai sostituire completamente la decisione umana. In particolare:

In pratica, gli strumenti di intelligenza artificiale vengono ammessi come strumento subordinato al giudizio umano.

Formazione e maggiori tutele nel rapporto di lavoro

Accanto alla regolamentazione dell’intelligenza artificiale, il contratto introduce anche l’obbligo per le amministrazioni di investire nella formazione del personale.

Proprio perché l’utilizzo di tecnologie avanzate richiede competenze nuove, il rischio che si vuole scongiurare è quello di creare un divario tra lavoratori aggiornati e lavoratori esclusi.

Per questo motivo, il contratto prevede percorsi formativi specifici per comprendere il funzionamento degli algoritmi, utilizzare correttamente gli strumenti digitali e garantire trasparenza e imparzialità nelle decisioni.

Tra le altre novità, c’è poi l’introduzione di nuovi permessi per motivi sanitari. Il contratto prevede fino a 18 ore annue di permessi per visite mediche, terapie ed esami diagnostici (che salgono a 20 per gli over 60) e la possibilità di utilizzare i permessi retribuiti sia su base oraria che giornaliera.

Inoltre, è al vaglio la proposta di includere i tempi di percorrenza nel computo di queste ore.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963