Meta disattiva la fotocamera degli occhiali IA manomessi se il Led viene coperto

Meta blocca definitivamente la fotocamera degli occhiali modificati per coprire la spia Led durante le registrazioni. Cosa cambia ora

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Meta ha disattivato in modo permanente la fotocamera di migliaia di paia dei suoi occhiali intelligenti Ray-Ban Meta e Oakley Meta. La decisione arriva dopo il rilevamento di manomissioni della spia luminosa che segnala quando è in corso una registrazione. L’azienda ha spiegato di aver rilasciato un aggiornamento software in grado di rilevare se il Led frontale è stato coperto, alterato o addirittura distrutto. In questi casi, il sistema disabilita la possibilità di scattare foto e registrare video.

Cosa cambia per chi li ha

Fino a poco tempo fa, il sistema di privacy di Meta impediva alla fotocamera di avviarsi se il Led veniva oscurato prima dell’inizio della registrazione. Alcuni utenti avevano però trovato un modo per aggirarlo: avviare il video con la spia visibile e coprirla solo dopo, continuando a filmare senza che chi stava intorno se ne accorgesse. Con l’ultimo aggiornamento, la fotocamera si spegne automaticamente anche se il Led viene coperto durante una registrazione già in corso.

Il passo successivo per l’azienda è ancora più radicale: se gli occhiali rilevano una manomissione fisica del Led, la fotocamera viene bloccata in modo permanente fino a una riparazione autorizzata.

Quanti sono gli occhiali modificati

Meta non ha fornito numeri esatti, ma ha dichiarato alla testata americana Semafor che meno dello 0,1% degli occhiali venduti è stato sottoposto a modifiche della spia luminosa. Considerando che nel 2025 sono stati venduti circa 7 milioni di paia e che le vendite sono proseguite nel 2026, la stima porta il numero di dispositivi interessati a diverse migliaia di unità. Per questi utenti, gli occhiali restano utilizzabili come auricolari Bluetooth e assistente vocale, ma perdono la funzione fotografica e video, trasformandosi in dispositivi molto meno controversi dal punto di vista della privacy.

Per Alex Himel, vicepresidente della divisione wearables di Meta, l’aggiornamento è solo l’inizio di una campagna per contrastare i metodi di manomissione della fotocamera. Secondo il manager, è “come giocare al gatto e al topo”:

Non credo che finiremo mai di risolvere questa problematica. Ci sono sempre nuovi modi per aggirare le misure di sicurezza in vigore. Quindi continueremo a monitorare e ad adattare le misure che abbiamo scelto.

Meta ha inoltre iniziato a rimuovere post, annunci e inserzioni Marketplace che pubblicizzano istruzioni o servizi per alterare la spia, arrivando a minacciare azioni legali contro chi vende modifiche progettate specificamente per neutralizzarla.

Le polemiche per l’utilizzo degli occhiali Meta

La mossa arriva in un clima di crescente diffidenza verso gli occhiali con fotocamera. Diversi luoghi di lavoro, scuole e spazi pubblici hanno iniziato a vietarne l’uso, mentre sui social circolano video di persone filmate a loro insaputa in situazioni quotidiane. Alcuni media hanno persino coniato soprannomi dispregiativi come “pervert glasses”, sottolineando il timore che questi dispositivi possano normalizzare una sorveglianza discreta e continua.

Parallelamente alle modifiche tecniche, Meta ha lanciato una campagna di comunicazione su social media e cartelloni pubblicitari per spiegare al pubblico come riconoscere quando qualcuno sta registrando con gli occhiali.

Con Samsung, Apple, Snap e altri produttori impegnati nella corsa agli occhiali AI sempre più simili a normali occhiali da vista, la soluzione di Meta potrebbe diventare un precedente.

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