Un’altra parte dell’AI Act, la legge europea sull’intelligenza artificiale, è entrata in vigore. Dal 2 di agosto del 2026 sono operative le nuove regole che permetteranno multe più alte a chi viola gli obblighi già stabiliti, daranno più poteri gli Stati nazionali e imporranno di etichettare i contenuti fatti con l’AI.
Mancano ancora molti passaggi prima che l’AI Act possa entrare pienamente in vigore. Il primo sarà il 5 dicembre, ma si andrà avanti fino al 2030, soprattutto per quanto riguarda i settori considerati “ad alto rischio” dalla normativa originale.
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Una nuova parte dell’AI Act è entrata in vigore
Il 2 agosto 2026 è entrata in vigore una nuova porzione dell’AI Act. A partire da questa data la Commissione europea potrà iniziare a multare chi non rispetta le regole già stabilite negli ultimi anni, ma anche gli Stati membri dell’Ue avranno maggiori poteri. Gli utenti esposti a riconoscimento facciale di ogni tipo dovranno essere informati e i contenuti generati con l’AI etichettati in maniera precisa.
Le nuove multe della Commissione europea
Un anno fa, il 2 agosto 2025 la Commissione europea aveva imposto alcune regole ai fornitori di GPAI, l’intelligenza artificiale “general purpose”, quella più diffusa tra gli utenti. Alcuni esempi molto noti possono essere:
- OpenAI con ChatGPT;
- Google con Gemini;
- Anthropic con Claude.
Per un anno tutte queste aziende hanno potuto adeguarsi alle regole, ma ora la Commissione può multarle fino a 35 milioni di euro o fino al 7% del fatturato annuo per la violazione dei divieti sulle pratiche definite “inaccettabili“. La nuova parte dell’AI Act appena approvata dà anche “pieni poteri” agli Stati membri per regolamentare l’utilizzo della GPAI e imporre sanzioni.
Le regole sul riconoscimento delle emozioni
Il nuovo regolamento prevede anche che le persone sottoposte a riconoscimento facciale di qualsiasi tipo tramite AI debbano essere propriamente informate. La norma riguarda non solo la categorizzazione biometrica, di cui si è parlato molto in Italia negli ultimi giorni a causa di una norma che recepiva proprio l’AI Act, ma anche i riconoscimento delle emozioni. I luoghi in cui questo utilizzo dell’intelligenza artificiale verrà regolato sono:
- i posti di lavoro;
- i punti vendita;
- le scuole;
- le sedi dei colloqui di lavoro.
Infine, il nuovo AI Act prevede anche l’etichettatura di tutti i contenuti generati con l’intelligenza artificiale, che dovranno essere immediatamente riconoscibili.
Tutto il percorso di approvazione dell’AI Act, dal 2024 fino al 2030
Il percorso dell’AI Act era iniziato nel 2024 e finirà nel 2030. Un’intera sezione sugli argomenti ad alto rischio, dalla sorveglianza alla gestione degli incidenti, è stata rimandata ai prossimi anni. La cronologia dell’attuazione di questa norma, si compone in questo modo:
- 1° agosto 2024, entra in vigore il Regolamento iniziale;
- 2 febbraio 2025, entrano in vigore i divieti sulle pratiche inaccettabili e l’obbligo all’alfabetizzazione in materia di AI;
- 2 agosto 2025, entrano in vigore gli obblighi per i GPAI;
- 2 agosto 2026, entrano in vigore le multe e l’etichettatura dei contenuti;
- 2 dicembre 2026, nuove regole di etichettatura dei vecchi contenuti e sui deep fake sensibili;
- 2 agosto 2027, istituzione degli spazi di test nazionali (sandbox) sicuri per ogni Stato membro;
- 2 dicembre 2027, obblighi per i sistemi ad alto rischio (lavoro, istruzione, credito, biometria, giustizia, accesso a servizi essenziali);
- 2 agosto 2028, obblighi per i sistemi ad alto rischio già regolati (dispositivi medici e macchinari);
- 2 agosto 2030, obblighi per i sistemi ad alto rischio delle autorità pubbliche.